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sabato 5 luglio 2014

NAPOLITANO INAUGURA UN MUSEO VIRTUALE MA IGNORA I CADUTI DI RIFREDI A FIRENZE: riprende la mattanza degli alberi piantati in memoria dei rifredini morti nella Grande Guerra, contro la volontà popolare

L’ipocrisia: uno dei mali di questo paese.
Meglio il virtuale che il vero, lacrimetta inclusa.

Oggi il Presidente Napolitano è stato a Redipuglia per commemorare la Grande Guerra e per inaugurare il Museo Virtuale dedicato al “Grande Macello”.

Quando il Comitato popolare anni fa si batteva perché nel Viale Morgagni, PER FAR SPAZIO ALLA TRAMVIA,  non fossero abbattuti gli Alberi della Rimembranza, ognuno dei quali nel 1923 era stato dedicato ad un soldato  caduto, ed inaugurato con tutti gli altri 13 Viali della Rimembranza di Firenze in forma pubblica (e documentata) dal Principe Umberto ( Firenze era stata la prima città italiana ad avere Viali della Rimembranza), alcuni cittadini inviarono al Presidente della Repubblica lettere ed esposti ed appelli perché intervenisse affinché una memoria storica non fosse cancellata.

Una memoria storica vera, non virtuale, con cui Rifredi aveva voluto onorare soldati del quartiere, a cui aveva anche voluto erigere un monumento bronzeo: Rifredi ai propri caduti, così si legge ancora.
Una pagina di storia vera che ” Cittadini  per gli Alberi” aveva potuto puntigliosamente ricostruire su documenti d’archivio, che riguardava non solo il Viale Morgagni o Rifredi, ma l’intera città di Firenze.
Ne era venuto fuori un libro fatto artigianalmente ma ancora disponibile in copia per chi lo richiedesse, che era stato allegato ad un esposto alla Magistratura: esposto archiviato, i Viali della Rimembranza a Firenze non ci sono mai stati, anche per la Soprintendenza, oltreché per il Comune.
Ma le foto? I giornali dell’epoca? I documenti dell’Archivio Storico del Comune di Firenze, le delibere con le spese sostenute allo scopo?  Non solo: i testimoni? I parenti dei Caduti?
Storia vera, documenti veri, circostanze vere.

Invece di tutelare le memorie vere, come previsto dal vigente Codice dei Beni Culturali, in questo povero paese in cui a cadenze si scopre il dilagare la corruzione, ovvero, in cui le opere pubbliche si fanno, anzi si impongono perché sono occasioni per far girare soldi ( si vedano le recenti cronache, se ce ne fosse bisogno ), si preferisce costruire  “memorie virtuali” che non fanno impressione: quelle esistenti a cielo aperto si abbattono. Molto meglio portare le scolaresche a fare  “clicca qui, clicca lì”,  tanta atmosfera d’epoca….che lascia il tempo che trova, si fa un giro  turistico, si paga un biglietto.
Naturalmente ci sarà stato regolare concorso per il progetto del Museo, una regolare gara d’appalto per costruirlo, e ora si inaugura una “virtualità”. Perfetto.
Grazie Presidente per la Sua sincera partecipazione!

E naturalmente tante grazie al Comune di Firenze e alla TRAMVIAAAAA!!!!!!   Segue: risposta Ministero circa Profili Giuridici di Tutela dei Viali della Rimembranza:


      
Ufficio Legislativo
 
   


Prot. n. 14365Roma, 01/08/2008
Alla Direzione Generale per i beni architettonici, storico-artistici ed etnoantropologici e per conoscenza al Segretariato Generale alla Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici e alla Soprintendenza per i beni architettonici, paesaggistici, storici, artistici ed etnoantropologi per le province di Firenze, Pistoia e Prato

          

Oggetto: Applicabilità o meno dell’art. 10 d.lgs. n. 42/2004 ai “monumenti pubblici”, disciplinati dalla legge n. 559/1926 – applicabilità o meno agli stessi “monumenti pubblici” della l. n. 78/2001.

La Direzione Generale in indirizzo, con nota del 27 giugno u.s. prot. n. 13654, ha sottoposto all’attenzione dell’Ufficio legislativo le seguenti questioni:

1) se i viali e parchi della rimembranza disciplinati dall’art. unico della legge 21 marzo 1926 n. 559, possano o meno essere classificati come “beni culturali” ex art. 10 del d.lgs. n. 42/2004 ed essere sottoposti, di conseguenza, alla relativa tutela.

2) se in via alternativa o subordinata, qualora i “viali e parchi della rimembranza” (l. 21 marzo 1926 n. 559) non possano essere classificati come beni culturali, possa essere applicata la disciplina dell’art. 1, comma 6, legge 7 marzo 2001 n. 78, che rinvia all’art. 51 T.U. n. 490/99 (ora art. 50 d.lgs. n. 42/04), a tenore del quale “senza l’autorizzazione del soprintendente è vietata la rimozione di cippi e monumenti, costituenti vestigia della Prima guerra mondiale…”.

Occorre anzitutto premettere, in punto di fatto, che i viali e parchi della rimembranza sono costituiti da viali alberati o giardini, dove ad ogni pianta corrisponde, con apposita targa, il nome di un Caduto della Grande Guerra. Furono istituiti un po’ ovunque nel primo dopoguerra per effetto di alcune circolari del Ministero dell’interno per tener ferma la memoria del conflitto, e sono per lo più di titolarità comunale.
Sono dunque cose pubbliche, formate da due elementi materiali: essenze arboree e targhe commemorative.


ESTENSIBILITÀ O MENO DELL’ ART.10 SEG. D.LGS. N. 42/04 AI VIALI E PARCHI DELLA RIMEMBRANZA

La l. n. 559/26 definisce i “viali e parchi” sopra citati, come “pubblici monumenti”, ma tale classificazione non implica direttamente che gli stessi rientrino per ciò solo nella categoria dei “beni culturali” ai sensi del d.lgs. n.42/04.

L’attuale sistema di tutela applicabile ai beni culturali qualificati tali ai sensi del Codice si riferisce, infatti, alle sole cose che sono qualificabili come beni culturali ai sensi del Codice stesso (in base all’art. 10, e, in parte in base all’art. 11).

Pertanto, la qualificazione legislativa di “monumento pubblico” dei “viali e parchi della rimembranza” di cui alla legge n. 559 del 1926, non è di in sé, e da sola, concludente per assoggettare senz’altro siffatti oggetti alla disciplina di tutela di cui alle disposizioni del Codice. Si tratta, invero, di una qualificazione di culturalità extracodicistica, per quanto stabilita ex lege.

Peraltro, non risultando la detta legge del 1926 abrogata, rimane ferma detta speciale qualificazione legale di “monumenti nazionali” attribuita ai Viali e ai Parchi della Rimembranza: vale a dire, rimane fermo il riconoscimento di culturalità, e questo evidentemente è produttivo di una qualche conseguenza giuridica. Si tratta dunque di indagare di quale conseguenza è produttivo e, come interagisca con altre disposizioni generali vigenti.

A questo punto, per stare alla normativa del Codice, si può senz’altro considerare che questi Viali e Parchi possono nondimeno essere qualificati:

a)        senz’altro (cioè: senza necessità di apposita dichiarazione) come beni culturali, ai sensi dell’art. 10, comma 4, lett. f), e comma 1 del Codice, per il quale sono automaticamente – in quanto appartenenti a pubbliche amministrazioni - beni culturali “f) le ville, i parchi e i giardini che abbiano interesse artistico o storico”. Non è infatti dubitabile che sussista siffatto interesse storico, quanto meno come effetto della ricordata qualificazione adoperata dalla legge del 1926.  Pertanto, la qualificazione di beni culturali subentra per questa altra via.
            b) comunque come beni paesaggistici, ai sensi:
                        - dell’art. 136 del Codice, comma 1, lett a) (come mod. dall’art. 2, comma 1, lett. f) n. 1 d.lgs. 26 marzo 2008, n. 63), per il quale sono qualificabili come beni paesaggistici “le cose immobili che hanno cospicui caratteri di bellezza naturale, singolarità geologica o memoria storica, ivi compresi gli alberi monumentali”.
                        -dell’art. 136 del Codice, comma 1, lett b), per il quale sono qualificabili come beni paesaggistici “le ville, i giardini e i parchi, non tutelati dalle disposizioni della Parte seconda del presente codice, che si distinguono per la loro non comune bellezza”.

La qualificazione di bene culturale, di cui sub a), assoggetta questi Viali e Parchi al Codice come beni culturali optimo iure ai sensi dell’art. 10 del Codice.

LEGGE 7 MARZO 2001 N. 78  “TUTELA DEL PATRIMONIO STORICO DELLA PRIMA GUERRA MONDIALE”

Oltre a quanto testé visto, vi è un’ulteriore percorso che qualifica siffatti Viali e Parchi come beni culturali, ma ai sensi dell’art. 11 del Codice.
Esso muove dalla l. 7 marzo 2001, n. 78, a tenore del cui art. 1, comma 2, lett. c) e comma 6, i “monumenti” della Grande Guerra sono beni culturali assoggettati allo speciale regime di cui all’art. 50, comma 2 del Codice (come dichiarato anche dall’art. 11, comma 1, lett. i) dello stesso Codice).

Non v’è dubbio, che si tratti infatti di “monumenti” relativi alla Grande Guerra, quanto meno come effetto della stessa qualificazione adoperata dalla legge del 1926.

La circostanza che si tratti di opere realizzate successivamente alla Grande Guerra nulla toglie, giacché tutti i “monumenti” della Grande Guerra hanno, ovviamente, siffatta caratteristica temporale. Del resto, è stato osservato che le “vestigia” (tra cui i “monumenti”) protette in base alla l. n. 78 del 2001 sono cose “la cui caratteristica è di essere state, direttamente o indirettamente, realizzate per l’attività bellica della Grande Guerra o per sua memoria, ricordo o documentazione” (D. RAVENNA - G. SEVERINI, Il patrimonio storico della Grande Guerra. Commento alla legge 7 marzo 2001, n. 78,Udine, 2001).
            Da questo punto di vista si tratta (salva sempre la pienezza del regime di tutela sopra visto), di una tutela che è limitata (ai sensi del citato art. 50, comma 2, del Codice) al divieto “senza l'autorizzazione del soprintendente, [di] disporre […] la rimozione di cippi e monumenti, costituenti vestigia della Prima guerra mondiale”.

In definitiva, pertanto, i Viali e i Parchi della Rimembranza sono qualificabili come beni culturali alla luce di entrambi i profili segnalati. Essi sono inoltre qualificabili, ovviamente nel loro complesso, come beni paesaggistici.



Il Capo dell’Ufficio

Mario Torsello

venerdì 20 agosto 2010

GIU’ LE MANI DAL DAVID, MA…….


Il lungo silenzio del Comitato Cittadini per gli Alberi, dovuto allo sbigottimento di fronte alla mattanza degli alberi in area urbana culminato nell’eliminazione totale del Parco Poggi-Francolini all’interno degli ex Macelli, ceduto dal Comune di Firenze a RFI prima ancora di effettuare una VIA come previsto dalla legge, fatto denunciato dal Comitato più di un anno fa nel disinteresse generale, si interrompe nell’apprendere che il Sindaco Renzi , nella diatriba per il David di Michelangelo, sostiene la validità di un Regio Decreto, che per quanto risalente al 1871, è tuttora valido e testimonierebbe inconfutabilmente la proprietà da parte del Comune di Firenze. Ci permettiamo di far notare al ns. Sindaco come si riproponga quasi esattamente il caso della Legge 559/26 tutt’ora vigente e mai decaduta, che imponeva la tutela come Pubblico Monumento al Viale della Rimembranza/ Viale Morgagni, costituito il 1 Marzo del 1923 con delibera della giunta comunale fiorentina. Tale Legge trovava la propria cornice nelle Leggi di tutela del Patrimonio storico artistico e paesaggistico vigente all’epoca, ed è stata recepita dalle successive fino al vigente Codice dei Beni Culturali. E’ norma consolidata che qualsiasi atto amministrativo locale sia subordinato alle Leggi Nazionali e che quindi qualsiasi delibera che eventualmente sia stata assunta allo scopo di alterare lo stato di fatto o l’esistenza stessa del Viale si configura come nulla ed anzi in aperta violazione del quadro delle disposizioni a tutela. Vale solo la pena di ricordare anche che Firenze è l’unico caso in Italia in cui un Viale della Rimembranza sia stato abbattuto e si sia pervicacemente tentato di cancellarne anche la memoria contro la volontà dei Cittadini. Il Sindaco ha ragioni da vendere circa il David, in quanto un uso improprio dei beni storici e artistici, delle memorie storiche, dei beni paesaggistici (urbani e non), gabellata come “Valorizzazione”, rientra nel vasto capitolo della “Mercificazione senza alcun vantaggio culturale” per la comunità, per gli effetti alienanti e banalizzanti a carico di un patrimonio che in quanto pubblico è e deve restare INDISPONIBILE; e ciò valga per il David e per qualsiasi altro Bene Culturale, per le Piazze italiane, i Beni Naturalistici, ma anche per i Parchi urbani come gli ex Macelli e i Viali della Rimembranza. Questi ultimi furono promossi dal Ministero per la Pubblica Istruzione ( con relative circolari), posti in essere per deliberazione comunale ( con dispendio di pubblico denaro ), tutelati in forza di una Legge tutt'ora valida e confermata anche dalla normativa più recente (Codice dei B.C.), e confortata recentemente dal parere Ministeriale richiesto dal Comitato Popolare di Rifredi proprio per il caso Morgagni. Il Comitato chiede dunque al Sindaco di compiere il gesto meritorio ma doveroso di riconoscere il madornale errore della precedente amministrazione comunale di Firenze nei confronti dei tantissimi cittadini che hanno pacificamente protestato per la salvaguardia del loro Viale della Rimembranza e di volersi far carico di stabilire le gravi responsabilità di chi ha forse perfino sottratto importanti documenti dall’ Archivio Storico Comunale, e di chi ha oltraggiato la memoria di tanti caduti di Rifredi, arrivando addirittura a cancellare dal Regolamento della Polizia Municipale (proprio all’indomani della grande protesta popolare) la norma che da decenni vietava espressamente il deturpamento dei Viali della Rimembranza . “I parchi della Rimembranza sono considerati sacri e vengono affidati alla venerazione e al rispetto di tutti i cittadini”: così recita il testo di Legge e ciò dovrebbe valere anche per il primo Cittadino. Infine un suggerimento da parte di chi, semplici Cittadini, si battono da anni per la tutela dei Beni Culturali della nostra Comunità: per il David, ci si avvalga del Codice dei Beni Culturali perché nel Capitolo inerente la Valorizzazione la norma è chiarissima e non suscettibile di equivoci. Se si rendesse necessario un riferimento storico, bisognerebbe far presente all’On. Ministro che il committente di Michelangiolo Buonarroti fu il Comune di Firenze: c’è sui libri di storia, che li legga!

domenica 8 giugno 2008

Firenze, a morte gli alberi !

postato da Stefano Deliperi [08/06/2008 19:01]



Suonano, suonano, suonano senza pausa forte campanelli d'allarme, con veemenza, da parte di decine di migliaia di fiorentini con il referendum del febbraio scorso, con manifestazioni di piazza, con denunce, con appelli, ma  l'attuale Amministrazione comunale fiorentina continua a far orecchie da mercante e a non voler sentire ragioni: le linee del sistema tranviario si devono fare così e basta.  A nulla giovano le alternative che salverebbero alberi e centro storico, a nulla servono le inchieste giudiziarie contro l'inquinamento atmosferico, a nulla serve un briciolo di buon senso e si vanno a piantare alberelli striminziti al posto di alberi secolari ad alto fusto !   A nulla servono tanti esempi di altre realtà cittadine dove, giustamente, convivono viali alberati e linee tranviarie.   Ad iniziare dagli alberi di Viale Morgagni, vanno buttati giù tutti quelli che ostacolano i lavori delle linee 2 e 3 del sistema tranviario.   Anche nel pieno del periodo della nidificazione, in palese contrasto con le normative comunitarie e nazionali in materia. Per questo (esposti del 18 e 27 maggio 2008) l'associazione ecologista Gruppo d'Intervento Giuridico ha inoltrato ricorso per violazione della normativa comunitaria (art. 226 del trattato U.E.) alla Commissione europea, ai Carabinieri del N.O.E. fiorentino, alla Polizia Municipale, al Corpo forestale dello Stato, chiedendo la sospensione immediata dei lavori al Sindaco di Firenze.    La Commissione europea ha già dato comunicazione di aver aperto una fase preliminare di accertamenti.    Infatti, nel caso specifico, l'art. 5 della direttiva n. 79/409/CEE sulla tutela dell'avifauna selvatica, esecutiva in Italia con la legge n. 157/1992 e successive modifiche ed integrazioni, comporta in favore di "tutte le specie di uccelli viventi naturalmente allo stato selvatico nel territorio europeo degli Stati membri" (art. 1 della direttiva) "il divieto:
a) di ucciderli o di catturarli deliberatamente con qualsiasi metodo;
b) di distruggere o di danneggiare deliberatamente i nidi e le uova e di asportare i nidi;
c) di raccogliere le uova nell'ambiente naturale e di detenerle anche vuote;
d) di disturbarli deliberatamente in particolare durante il periodo di riproduzione e di dipendenza
quando ciò abbia conseguenze significative in considerazione degli obiettivi della presente direttiva;
e) di detenere le specie di cui sono vietate la caccia e la cattura".
E' fuori di dubbio, quindi, che qualsiasi taglio di alberi nel periodo della nidificazione appaia in radicale contrasto con gli obiettivi della direttiva medesima.   Paradossalmente ed opportunamente il regolamento comunale di Firenze per la tutela degli animali (deliberazione Consiglio comunale n. 285 del 3 maggio 1999) vieta (art. 10) qualsiasi "molestia" alla fauna selvatica autoctona nel territorio comunale (con esclusione dell'attività di caccia secondo le leggi e provvedimenti amministrativi regolatori) con sanzione amministrativa (art. 31) da euro 171,98 a euro 516,45 per i trasgressori.
Inoltre, i progetti di "sistemi di trasporto a guida vincolata (tramvie e metropolitane, funicolari o simili linee di natura similare, esclusivamente o principalmente adibite al trasporto di passeggeri)" devono essere sottoposti al preventivo e vincolante procedimento di verifica preventiva - "screening" (direttiva n. 97/11/CE, allegato II, 10, lettera g; D.P.R. 12 aprile 1996 e successive modifiche ed integrazioni, art. 10, allegato B, punto 7, lettera l).   In proposito non si è a conoscenza dell'avvenuto svolgimento della suddetta procedura e della relativa conclusione positiva per lo svolgimento dei lavori, di competenza provinciale, in quanto interessante il territorio di più Comuni (artt. 7, comma 4°, e 11, comma 1° - allegato B 3, punto 2, lettera e, della legge regionale Toscana n. 79/1998).     Si ha notizia esclusivamente del deposito da parte del Comune di Firenze - Direzione nuove infrastrutture - Staff progettazione tramvia di un progetto definitivo per la realizzazione della linea 3 tramviaria (Viale Strozzi - Careggi) - valutazione di impatto ambientale, procedura di verifica, rapporto istruttorio nel marzo 2003, quasi certamente relativo a progetto differente da quello attuale.   Infatti, si ha notizia (vds. il sito ufficiale del progetto tramvia, http://www.tramvia.fi.it/, 23 dicembre 2007), che la Giunta municipale di Firenze ha approvato con deliberazione del 21 dicembre 2007 i progetti definitivi revisionati delle linee 2 e 3 (1° lotto), con le indicazioni per i successivi progetti esecutivi.          Si ritiene, quindi, che il mancato assoggettamento ad un'unica procedura di screening o "verifica preventiva" comporti - come nel caso in argomento - il grave rischio del mancato rispetto degli obiettivi propri delle direttive comunitarie in materia di V.I.A. con le intuibili conseguenze sul piano della salvaguardia ambientale e storico-culturale, così come autorevolmente affermato dalla giurisprudenza comunitaria e nazionale.
Conseguentemente, varie associazioni (come Italia Nostra, Uomo Natura Animali - U.N.A., ecc.) e Comitati fiorentini (dal Comitato popolare di Rifredi al Comitato Salviamo Firenze, al Comitato ex Panificio Militare, ecc.) hanno inoltrato analoghi ricorsi.   Alle proteste, azioni, contestazioni dei cittadini l'Amministrazione comunale e le forze politiche di maggioranza continuano a replicare con sufficienza, quando non con disprezzo ingiuriante: l'Assessore comunale della difesa dell'ambiente Claudio Del Lungo, dei Verdi (?!?), ha addirittura invitato i cittadini che si oppongono a questo progetto di tramvia "a scendere nelle fogne" anziché salire sugli alberi per difenderli.  Certe affermazioni ed i loro autori si qualificano da soli.  Eppure proprio a Firenze Qualcuno scrisse: "fatti non foste a viver com'a bruti, ma per seguir virtute e conoscenza".   Secoli addietro, altri tempi.  Purtroppo.   E allora. avanti, fermi come paracarri, un presidio e nuovi esposti per salvare gli alberi di Viale Morgagni.
Gruppo d'Intervento Giuridico

Qui potete leggere uno Studio sugli effetti dell'abbattimento degli alberi per la realizzazione delle linee 2 e 3 del sistema tranviario fiorentino, curato dall'Istituto protezione delle piante del C.N.R. (sede di Firenze).

 
Lettera aperta di un gruppo di residenti al Governo

      Siamo un gruppo di residenti della zona del viale Morgagni, a Firenze, e ci rivolgiamo a Voi per la salvaguardia del verde cittadino. Ci riferiamo in particolare alle alberature del nostro viale che l'amministrazione comunale, con giustificazioni variabili, non documentate e fuori da ogni logica, sta facendo inesorabilmente abbattere.   La strada è infatti interessata dai lavori per lo spostamento dei sottoservizi, necessari per realizzare una delle linee tranviarie (la linea 3). Si tratta di un progetto estremamente discutibile, che rischia, a causa del percorso scelto, di creare più problemi di traffico rispetto a quelli che risolverà, e che è stato oggetto di numerose contestazioni da parte dei cittadini, culminate nel referendum consultivo del 17 febbraio, in cui la maggioranza dei votanti si è espressa contro.   Riguardo alle alberature del viale Morgagni, premettiamo che non c'è stato negli ultimi venti anni nessun tipo di intervento sulla loro manutenzione (come ci è stato confessato più volte, a causa della mancanza di personale). In un primo momento fu detto che le piante erano "tutte malate" e ne sono state abbattute otto. Su nostra richiesta scritta, fu pubblicata due mesi dopo una scheda riguardante il loro stato di salute: da essa risultava, nel mese di agosto 2007, che il 91% degli alberi era sano. In un secondo tempo l'assessore all'ambiente Claudio Del Lungo addusse a giustificazione del taglio la necessità di rinnovare le alberature, le cui chiome erano "fuori sagoma". Infine è stato detto che gli alberi venivano abbattuti per far posto alle ruspe per i lavori dei sottoservizi. E ciò in mancanza di autorizzazione scritta per il loro abbattimento. Vale la pena ricordare che il sindaco Domenici è già stato condannato per la stessa infrazione: abbattimento di alberi non giustificato da inderogabile necessità, nei pressi della Fortezza da Basso.   Prima dell'abbattimento del primo filare, in occasione di un incontro con l'assessore Del Lungo, alcuni cittadini presentarono una bozza di progetto secondo la quale era possibile salvare tutte le alberature del viale. Purtroppo la proposta fu respinta senza appello, secondo modalità a nostro parere pericolosamente anti-democratiche. Del resto i cittadini non sono mai stati coinvolti direttamente in queste decisioni, né dal sindaco, né dall'assessore: ogni comunicazione è avvenuta a mezzo stampa e sostanzialmente in modo tale che siamo stati messi di fronte al fatto compiuto; spesso non ci sono state risparmiate pesanti offese verbali.   Ad oggi, inoltre, il Comune propone un tavolo di concertazione sulla mobilità e sull'ambiente, ma escludendo la partecipazione ad esso di qualunque comitato di cittadini.   Successivamente ai primi abbattimenti, si è scoperta l'esistenza di grosse falde acquifere nel sottosuolo, composto prevalentemente di argilla, che, privato delle radici dei grandi alberi e dopo le pesanti cantierizzazioni avvenute, sta pericolosamente franando verso il fiume adiacente. Le case presentano già crepe e intasamenti nelle reti fognarie, l'asfalto cede a vista d'occhio e gli stessi addetti ai lavori hanno ammesso il grosso problema. Ad oggi non è stato attivato nessuno screening preventivo, e nessun avviso di pericolo è stato notificato ai cittadini se non tardivamente, dopo le proteste.   Ricordiamo inoltre che il viale Morgagni è un viale monumentale, dedicato ai Caduti della Grande Guerra, come ampiamente documentato da giornali, libri e riviste dell'epoca. I nominativi dei Caduti tuttavia non sono mai stati trovati, malgrado le richieste della popolazione del quartiere e malgrado le leggi in vigore, per cui il viale della Rimembranza, nonostante sia il primo ad essere stato istituito in Italia, non è stato riconosciuto tale dalla Sovrintendente ai Beni Storici ed Artistici della città, dott.ssa Grifoni.     Un'altra beffa per i residenti è stata la ripiantumazione dei nuovi tigli sul viale Morgagni, avvenuta senza tenere conto della normativa comunale: http://www.comune.firenze.it/comune/regolamenti/rgarb/art6-10.htm#art6.   Da subito toccavano le terrazze, adesso (dopo pochi mesi) i rami raggiungono le finestre, causando disagio agli abitanti e costituendo pericolose "scalette" a vantaggio dei ladri (alleghiamo foto).  Inoltre le modalità della ripiantumazione, a causa della scarsità di spazio e di terra a disposizione, fanno presumere un'aspettativa di vita assai limitata: alcuni dei nuovi alberi già manifestano uno stato di sofferenza.  Molti cittadini e forze politiche hanno inoltrato interrogazioni ed esposti per la difesa delle alberature esistenti: per ultimo quello, sottoscritto da diverse associazioni, per un'urgente richiesta di sospensione degli abbattimenti, rivolta alla protezione dell'avifauna in loco durante il periodo di nidificazione, come da legge in vigore.  Ma il Comune appare incurante delle leggi e dell'ambiente da proteggere, come dimostrano anche i cantieri assolutamente fuori norma sanitaria e di sicurezza: abbiamo visto enormi nuvole di polvere che entravano dentro ai bar, alberi tagliati di netto alle 8 di mattina senza alcuna copertura di sicurezza, con rami che cadevano ad un metro dai passanti e sotto gli occhi sorpresi di ciclisti e dei molti bambini diretti a scuola. Siamo cittadini di tutti i colori politici, che dignitosamente stanno lottando per la loro salute. L'inquinamento urbano è assolutamente allarmante e il sindaco ne è il primo responsabile. Siamo convinti che l'attuale progetto tranviario, così come è stato concepito, lungi dal risolvere i problemi, peggiorerà la situazione del traffico e dell'inquinamento.  Siamo cittadini che chiedono il rispetto dei diritti civili e della democrazia, e ottengono in risposta mancanza di ascolto e pesanti offese: i nostri amministratori ci hanno chiamati insipienti, bischeri, hezbollah, neofascisti e persino topi di fogna. Noi ci chiediamo: dov'è lo Stato? Dove sono finite la nostra cultura e la civiltà di questo bellissimo Paese?  RingraziandoVi dell'attenzione e fiduciosi di un Vostro possibile intervento, porgiamo i nostri più cari saluti,

lunedì 17 dicembre 2007

Ma l'Unesco farà qualcosa per rendere almeno decente il progetto del sistema tranviario fiorentino ?

postato da Patrizia Agresti [17/12/2007 17:07]



Nonostante la previsione di un referendum sul progetto della linea 3 del sistema tranviario fiorentino per il prossimo febbraio 2008, nonostante pare sia assente un progetto esecutivo definitivamente approvato, nonostante i rischi per la sicurezza di questo sistema, a Firenze si continua a tagliar alberi per far posto ai binari del tram.  E questo quando alberi e tram potrebbero benissimo coesistere.   Ora è stato nuovamente chiesto l'intervento dell'Unesco. Farà qualcosa per una delle città più belle del mondo ?

Gruppo d'Intervento Giuridico



Firenze, 16 dicembre 2007
Oggi, all'apertura della sessione pomeridiana del Convegno Unesco dedicata alla Conservazione del paesaggio, del territorio e dei centri storici una bella bambina di nome Gaia, 5 anni,  emozionantissima, munita di berretto di Babbo Natale, si è diretta con passo deciso verso la Sottosegretaria di Stato per i Beni e le Attività Culturali Danielle Mazzonis, per consegnare a Lei e al Rappresentante permanente d'Italia presso l'Unesco MAE , Giuseppe Moscato una lettera di Natale da parte di molte associazioni e sigle di comitati cittadini (tra cui Comitati dei Cittadini Centro Storico, Salviamo Firenze, Gruppo d'Intervento Giuridico,  Associazione Firenze Domani, Comitato Popolare di Rifredi, Cittadini del Viale Morgagni e Comitato di Novoli). Poco prima la bambina aveva porto la sua letterina a Monsignor José Carrasco, creando un ponte ideale con l'iniziativa estiva dell'appello all'Unesco partita spontaneamente fra i cittadini, con 3500 firme raccolte. Oltre ad esporre i motivi di opposizione verso questo progetto tranviario in un elenco oggettivo e non polemico, la lettera esprime l'auspicio che l'Unesco considerasse con attenzione le criticità segnalate nella lettera. "E' vero che l'Unesco non può e non deve operare come un poliziotto, ma è altrettanto vero che Firenze merita un futuro di cui non ci si debba in seguito (o troppo presto) pentire" dice Laura Arsuffi, una portavoce presente alla consegna. La lettera si chiude con le parole di Santa Caterina da Siena che già 600 anni fa lanciava un monito ai Sindaci delle città, ricordando loro che la città terrena non è un possesso di chi l'amministra, ma è una cosa prestata che deve serbare ‘riverenza a colui che gliela dié'. L'augurio è che il futuro possa sposare il passato senza deturparlo, per tramandarlo alle future generazioni che insieme al progresso e alla modernità hanno il diritto di conoscere i beni inalienabili che i loro predecessori hanno voluto lasciar loro in eredità.

Comitato Popolare di Rifredi e Gruppo d'Intervento Giuridico

Firenze, Natale 2007

CONVEGNO UNESCO  "TUTELA E CONSERVAZIONE DEI BENI CULTURALI E NATURALI E DEL PAESAGGIO"                          

Vi  porgiamo la nostra lettera con lo stesso spirito di  semplicità e fiducia verso  l'organismo che è chiamato a vigilare sulla tutela della nostra preziosa città, lo stesso atteggiamento con cui abbiamo già dall'estate scorsa lanciato un accorato appello verso l'Unesco, raccolto dalla Dott.ssa Trezza a Roma, e sottoscritto da  3500 cittadini accorsi durante gli abbattimenti dell'alberata storica del Viale Morgagni. Sbigottiti di fronte allo scempio sia ambientale che culturale che stava avvenendo sotto i loro occhi in spregio alle leggi statali vigenti che tutelano i Parchi della Rimembranza ed il patrimonio storico della prima guerra mondiale della nazione, sorpresi di non essere stati minimamente consultati di fronte ad una scelta così devastante e permanente, anche questa in aperta violazione sia della Convenzione di Firenze sul Paesaggio, della conseguente sua ratifica con la legge 14 del 2006 con cui lo Stato Italiano la recepiva e la stessa legge regionale 60 del 1998 che prevedono tutte la compartecipazione delle popolazioni locali alla definizione del proprio territorio, i cittadini hanno iniziato ad interessarsi al progetto tramviario, scoprendo che non solo non esistevano progetti definitivi, ma che l'Amministrazione Comunale considerava ‘scaduto' il tempo del dialogo, in barba alla disposizioni della Commissione Europea che esige il costante monitoraggio del consenso della popolazione. Così, insieme ai Comitati che nel tempo avevano già svolto un enorme lavoro e che da anni seguivano con preoccupazione l'evolversi della vicenda tramviaria, si è andato configurando un quadro preoccupante della reale portata dell'impatto tramviario su tutto il territorio fiorentino incluso il centro storico:
  •  il previsto sistema tramviario risulta troppo rigido ed invasivo per Firenze e, a causa dei cordoli di protezione alti 30 cm., dividerà la città in settori, trasformandosi in una gigantesca barriera architettonica;
  •  gli attraversamenti pedonali sono scarsi (ogni 600m) ed impediranno ai pedoni, in particolari ai disabili e agli anziani, di muoversi liberamente;
  •  le strade subiranno il dimezzamento dei marciapiedi e la diminuzione della carreggiata;
  •  la tramvia porterà ad una diminuzione del traffico di circa il 13% in centro e di solo il 4% nell'intero comprensorio (dati Ataf);
  •  causerà problematiche a tutta la viabilità limitrofa;
  •  non è dimostrato che farà diminuire l'inquinamento (PM10), mentre è certo che respireremo limatura di ferro (PM 2.5) e che l'abbattimento di interi filari di alberi (circa 1000) certificati sani ed al massimo dell'efficienza ‘depurativa' dell'aria (ciascuno produce 10 litri di ossigeno al giorno) produrrà un aggravamento dell'inquinamento, anche a fronte dell'inadeguatezza dei metodi di ripiantumazione della nuove alberature tali che costringeranno i giovani alberi ad una limitatissima crescita, e che riusciranno a sopravvivere solo dietro intense e costanti cure. Aggiungiamo che anche se le nuove piante fossero piantumate secondo modalità ottimali alla loro crescita, la loro capacità depurativa e protettiva contro l'inquinamento sia atmosferico che acustico sarebbe attiva solo fra oltre 20 anni.
  •  l'inserimento ogni 50 m di pali di sostegno di cavi elettrici aerei di alimentazione;
  •  difficoltà per il transito e la fermata di mezzi di soccorso;
  •  abolizione di parcheggi che avrebbero invece favorito la popolazione nella scelta del trasporto pubblico;
  •  la distruzione di facciate di palazzi storici notificati dalla Soprintendenza (Palazzo Mazzoni- Viale Belfiore) e alienazione di porzioni di antichi giardini pubblici (giardino di Villa Vittoria);
  •  realizzazione di tunnel costosissimi per il traffico veicolare.

Ci preoccupa infine enormemente la totale chiusura che l'Amministrazione Comunale ha dimostrato nei confronti di  cittadini che del tutto volontariamente e spontaneamente si sono offerti di mettere a disposizione le proprie competenze per tentare di trovare soluzioni alternative che permettessero di far proseguire i lavori pur salvaguardando l'ambiente.
Questi sono solo alcuni dei temi che lasciano moltissimi cittadini più che perplessi. Ma è il volto di Firenze quello che i comitati e cittadini insieme chiedono a gran voce non venga stravolto tramite questa lettera di Natale. Queste non sono persone chiuse al futuro, al contrario, la nostra scelta simbolica di condurre con noi i bambini che per primi ci hanno chiesto di scendere nelle piazze e nelle strade a protestare, vuol essere un segno della nostra volontà di lasciare ai nostri figli e nipoti una città che accogliendo il futuro non travolga ciò che del passato ci è stato tramandato come un bene inalienabile, il nostro patrimonio storico, architettonico, paesaggistico, proprio quello che il vostro Convegno richiama e che risuona nelle parole della Santa Patrona d'Italia, Santa Caterina da Siena secondo la cui concezione spirituale la città terrena non è un possesso di chi l'amministra "Colui che la Signoreggia la possederà come una cosa prestata e non come una cosa sua. Guarderà alla prestanza della Signoria che gli è data con riverenza di colui che gliela dié. Or con vero timore voglio che la possediate." Noi chiediamo che qualcuno raccolga il suo monito espresso più di 600 anni fa ma ancora attuale. Ma nel nostro tempo auspichiamo di avere un organismo che possa vigilare per noi e per le future generazioni. Questo organismo si chiama Unesco. E noi Vi auguriamo un Buon Natale e buon lavoro. 
Comitato dei cittadini Firenze - Centro Storico
Comitato Residenti S. Croce e S. Ambrogio
Salviamo Firenze
Comitato Popolare di Rifredi
Comitato per la Vivibilità di Firenze
Cittadini del Viale Morgagni
Comitato di Novoli
Coordinamento Cittadino Euro 0 - Firenze
Comitato Cittadino "Laportaccanto"
Associazione Firenze Domani
Associazione Nazionale Famiglie Caduti e Dispersi in Guerra
Gruppo d'Intervento Giuridico 

martedì 7 agosto 2007


 
Continua con forza e determinazione la protesta dei cittadini del quartiere fiorentino di Rifredi contro la decisione comunale, nell'ambito di un vasto piano per la mobilità tramviaria, di abbattere l'alberata storica del Viale Morgagni. Una scelta non necessaria e dalla dubbia legittimità, come già evidenziato in una specifica azione legale popolare da noi sostenuta (vds. Firenze, non tagliate gli alberi di viale Morgagni).
E' partita la prima consegna di 1.000 lettere di protesta indirizzate al Sindaco di Firenze ed a breve ne seguiranno altre.  Sono stati, poi, posti striscioni di protesta durante la manifestazione di commemorazione dei caduti di tutte le guerre organizzata ll'11 agosto dal Comune di Firenze e tenutasi alla presenza dello stesso Sindaco.   La nuova "guerra", questa volta "popolare" e in difesa dello scarso verde pubblico cittadino, continua.  E noi daremo tutto l'aiuto possibile.

Gruppo d'Intervento Giuridico


Il  10 agosto è partito fra gli applausi della gente il furgoncino della protesta degli abitanti di Rifredi e di Firenze con la prima tranche di 1000 lettere di protesta al Sindaco di Firenze: sono previste altre ‘ondate' a breve scadenza l'una dall'altra, contro  lo scempio ambientale che la sua amministrazione sta attuando con il progetto tramvia, che tutti i cittadini, ignari della distruzione che l'attuazione avrebbe comportato, riconoscono ora del tutto inadeguata al tessuto delicato di una città come Firenze. Il furgoncino attraverserà tutta Firenze con la scritta "Stiamo consegnando la vostra protesta contro l'abbattimento degli alberi di Firenze" e consegnerà TUTTE le lettere alla segreteria del protocollo. Caro Sindaco, buona lettura e soprattutto... RIFLETTA!!!!
Comitato Cittadini di Rifredi

(foto P.A., archivio GrIG)

venerdì 20 luglio 2007

Firenze: non tagliate gli alberi di viale Morgagni!

Con i lavori per la realizzazione del "Sistema tranviario fiorentino" i vecchi testimoni della storia del quartiere Rifredi, ossia gli alberi quasi secolari, rischiano di essere abbattuti "da un treno che passa e tutto spazza via". Un gruppo di cittadini coraggiosi lottano per mantenere in vita i testimoni preziosi della loro storia, noi, nel nostro piccolo, proviamo a dare loro una mano. Di seguito trovate il comunicato stampa e la storia della vicenda di Rifredi raccontata da Patrizia Agresti, una fiorentina battagliera, tenace e coraggiosa.
Gruppo d'Intervento Giuridico

TRAMVIA: UN ESPOSTO DI CITTADINI PER SALVARE GLI ALBERI IN VIALE MORGAGNI
Oltre 500 cittadini hanno firmato un esposto inviato per conoscenza al Procuratore della Repubblica di Firenze, ma indirizzato tra gli altri anche al Sindaco, al Presidente della Regione e al Dirigente della Valutazione Impatto Ambientale. "Nella nostra lettera di denuncia chiediamo di poter verificare la regolarità delle autorizzazioni amministrative rilasciate" dichiarano i firmatari che chiedono inoltre alla Procura di verificare il ravvisarsi di "eventuali estremi penalmente rilevanti, in particolare ai sensi degli art. 734 del codice penale 181 del decreto legislativo n° 42/2004, articolo 20 della legge 47/1985 e del DPR 380/2001.
Nella lettera si segnala "l'ipotesi che l'area dei lavori descritti possa essere sottoposta a sequestro preventivo" e che l'alberatura del Viale Morgagni , legata a precisi riferimenti storici e unico patrimonio di verde della tradizione locale, ricada nelle specifiche della tutela degli alberi monumentali prevista dalla stessa legge regionale Toscana n. 60/1998.
L'esposto è stato redatto dal Gruppo d'Intervento Giuridico della Sardegna con sede a Cagliari, un'associazione che si è già occupata di temi ambientali ed il cui blog è visitabile presso il sito http://gruppodinterventogiuridico.blog.tiscali.it/
I cittadini, che in questi giorni hanno raccolto oltre 3000 firme contro l'abbattimento degli alberi in Viale Morgagni, continueranno a protestare con forza "con ogni metodo civile e democratico e contro lo scempio ambientale ed architettonico di Rifredi e di Firenze causati dal progetto tramvia.


La vicenda di viale Morgagni.
   
Quando sono iniziati i lavori per la tramvia nel Viale Morgagni, la gente era del tutto ignara di che cosa questo avrebbe comportato per il loro rione. Nessuno, neanche quelli favorevoli all'idea' di uno scorrimento più veloce, avrebbe mai immaginato che dovessero essere abbattuti gli alberi quasi secolari che ormai connotavano la fisionomia stessa dell'antichissimo quartiere di Rifredi. La gente, sgomenta di fronte a tanto scempio (8 bellissimi esemplari sono già stati abbattuti fra le grida dei tanti che erano scesi per strada nonostante i lavori fossero eseguiti alle prime luci dell'alba, come ladri nella notte), si è subito mobilitata, ha chiesto di firmare per far fermare tutto, ma il tetto delle firme del referendum era già stato raggiunto (ma l'amministrazione se ne fa un baffo delle richieste dei suoi cittadini) e allora che fare? L'idea è stata quella di non mandare via  tutta questa gente che voleva fare qualcosa, che chiedeva, esterrefatta, ma sono impazziti? E allora è stata buttata giù una lettera di protesta al sindaco ed una lettera all'Unesco (3000 firme in 9 giorni). Così firmavano e poi chiedevano cosa stava succedendo. Insomma abbiamo scoperto che la stragrande maggioranza delle persone non  sapevano NULLA non solo dell'abbattimento degli alberi del Viale Morgagni, ma neanche del progetto della tramvia a Firenze! I più anziani si fermavano un po' più a lungo, a raccontare dei loro ricordi, e così, dopo pochissimo tempo, ci siamo accorti della concordanza di tante testimonianze ed un nome che saltava sempre fuori ‘Il Parco della Rimembranza', lo chiamavano alcuni, altri lo ricordavano come ‘il Viale della Rimembranza'. Ma tutti erano concordi nell'affermare che gli alberi erano stati piantati in nome e memoria dei caduti del rione durante la guerra del 15-18. Poi ci è stato indicato un negozietto e detto che lì avremmo trovato una persona che ne sapeva un po' di più. Così siamo andati, ed un signore ci ha detto di essere disponibile a raccontare la storia di suo zio (di cui possiede una foto, morto anche lui nel 15-18 in circostanze tali che  resero impossibili il recupero dei resti) a cui fu dedicato uno di questi alberi e in onore del quale, come per tutti gli altri caduti, fu affissa una targhetta sull'albero, legandolo così indissolubilmente al nome del suo parente. Anzi, nel suo caso l'albero svolgeva anche una funzione di lapide funeraria, perché proprio per il fatto che lo zio non aveva potuto avere una normale sepoltura, i parenti che volevano mettere un fiore o  pregare per lui si riunivano intorno all'albero e così anche tanti altri. Un'altra signora fra le lacrime ci ha confidato che invece sua madre si salvò grazie alla protezione dei tronchi e delle fronde di alcuni alberi da alcune schegge impazzite, stavolta si parla della seconda guerra mondiale e del bombardamento di Rifredi e Campo di Marte da parte alleata nel ‘44, e che la sua storia fece il giro di tutto il quartiere. Il lungo viale alberato del Viale Morgagni, peraltro UNICO punto di verde di tutto il rione, composto da 4 strade principali e cioè, Via Santo Stefano in Pane (completamente privo di alberi), Via delle Panche (privo di alberi), Via Taddeo Alderotti (completamente privo di alberi), via Mariti,  (privo di alberi), Viale Reginaldo Giuliani (completamente privo di alberi).  divenne pertanto nel tempo luogo della memoria storica dei caduti della grande guerra: e sarà una coincidenza l'esistenza del ‘Viale della Rimembranza', che i testimoni datano anni ‘20 e di cui abbiamo una foto, con la posa a terra della statua in bronzo dedicata ai Caduti di Rifredi della 15-18 del famoso scultore Mario Moschi, nel 1927,  posta al centro di quella Piazza Dalmazia da cui appunto si diparte il viale? Contiamo di avere presto la documentazione anche su questo legame. Ma Viale Morgagni , per gli abitanti di Rifredi, non è solo un sacrario dedicato ai suoi caduti, é anche il depositario della tradizione locale, perché Rifredi E' il Viale Morgagni e non c'è abitante che non identifichi Rifredi con il Viale e non si compiaccia della sua più bella strada. Anche perché purtroppo nel tempo Rifredi è stata oggetto di un' urbanizzazione selvaggia che non ha mai previsto zone di verde, non solo, ma dove esistono un minimo!!! di aiuole o giardinetti questi sono tenuti dal Comune in uno stato di incuria e degrado tali da inibire gli abitanti dal frequentarli (abbiamo della documentazione fotografica che è raccapricciante). Dunque Rifredi, un tempo borgo di origini nobili ed antiche (Lorenzo il Magnifico ne parlava già nel ‘Simposio' ), stretta in una morsa di asfalto e cemento, era riuscita a conservare il patrimonio arboreo di Viale Morgagni come l'ultimo baluardo della salute dei suoi cittadini, l'unico punto rimasto dove si poteva ancora fare una passeggiata, una pedalata, e dove trovare un po' di refrigerio nelle torride giornate delle estati fiorentine. Per questi motivi, anche se non ci fosse l'elemento ‘storico' , che pure esiste ed è evidente e di per sé garantisce la ‘monumentalità' degli alberi secondo la stessa legge regionale Toscana (n. 60 del 1989), i cittadini non rinuncerebbero mai alla loro splendida alberata che a giugno scorso (ma sarà davvero una coincidenza?) ha accolto il famoso medico Patch Adams, inventore della terapia della risata, invitato a tenere una conferenza alla Facoltà di Medicina e Chirurgia nel viale Morgagni. Solo un mese dopo,  vedendo coi suoi occhi la distruzione di questo splendido viale (ma la distruzione sta avvenendo in tutte le strade di Firenze!) e le lacrime di tanti cittadini, uniti da una solidarietà che ricorda molto le giornate dell'alluvione del 1966, noi siamo sicuri che neanche Patch Adams sarebbe riuscito a trovare un sorriso!
Negli ultimi giorni, la preparazione dell'esposto redatto dal Gruppo d'Intervento Giuridico ha ridato fiducia e speranza in centinaia e centinaia di cittadini che credevano ormai tutto perduto (anche se i Fiorentini sono caratterialmente pessimisti, e c'è chi ha firmato per solidarietà ma intimamente convinto che sia tutto inutile, tuttavia ha firmato). Sono state raccolte oltre 500 firme in pochissimi giorni e tenuto presente che avevano già firmato altre due iniziative, che la città in questi giorni si è svuotata e che avevamo un unico punto di informazione, non ci sembrano affatto poche! Noi continueremo la nostra battaglia, non possiamo far altro del resto, perché i due binari con i suoi treni, come nel bel disegno fatto da un turista francese, allibito che un'amministrazione possa perfino ‘pensare' un progetto di tramvia che starebbe bene forse a Dallas e non certo in una città piccola e delicata come Firenze. Il disegno ritrae un treno che, come un enorme serpentone-mostro, passa portando ovunque distruzione, e sotto sono state scritte le parole che purtroppo stanno diventando realtà in tutta la nostra meravigliosa città "Ecco il treno che passa e tutto spazza via".  

domenica 8 luglio 2007

ESPOSTO DI 500 CITTADINI PER VIALE MORGANI

Con i lavori per la realizzazione del "Sistema tranviario fiorentino" i vecchi testimoni della storia del quartiere Rifredi, ossia gli alberi quasi secolari, rischiano di essere abbattuti "da un treno che passa e tutto spazza via". Un gruppo di cittadini coraggiosi lottano per mantenere in vita i testimoni preziosi della loro storia, noi, nel nostro piccolo, proviamo a dare loro una mano. Di seguito trovate il comunicato stampa e la storia della vicenda di Rifredi raccontata da Patrizia Agresti, una fiorentina battagliera, tenace e coraggiosa.
Gruppo d'Intervento Giuridico

TRAMVIA: UN ESPOSTO DI CITTADINI PER SALVARE GLI ALBERI IN VIALE MORGAGNI
Oltre 500 cittadini hanno firmato un esposto inviato per conoscenza al Procuratore della Repubblica di Firenze, ma indirizzato tra gli altri anche al Sindaco, al Presidente della Regione e al Dirigente della Valutazione Impatto Ambientale. "Nella nostra lettera di denuncia chiediamo di poter verificare la regolarità delle autorizzazioni amministrative rilasciate" dichiarano i firmatari che chiedono inoltre alla Procura di verificare il ravvisarsi di "eventuali estremi penalmente rilevanti, in particolare ai sensi degli art. 734 del codice penale 181 del decreto legislativo n° 42/2004, articolo 20 della legge 47/1985 e del DPR 380/2001.
Nella lettera si segnala "l'ipotesi che l'area dei lavori descritti possa essere sottoposta a sequestro preventivo" e che l'alberatura del Viale Morgagni , legata a precisi riferimenti storici e unico patrimonio di verde della tradizione locale, ricada nelle specifiche della tutela degli alberi monumentali prevista dalla stessa legge regionale Toscana n. 60/1998.
L'esposto è stato redatto dal Gruppo d'Intervento Giuridico della Sardegna con sede a Cagliari, un'associazione che si è già occupata di temi ambientali ed il cui blog è visitabile presso il sito http://gruppodinterventogiuridico.blog.tiscali.it/
I cittadini, che in questi giorni hanno raccolto oltre 3000 firme contro l'abbattimento degli alberi in Viale Morgagni, continueranno a protestare con forza "con ogni metodo civile e democratico e contro lo scempio ambientale ed architettonico di Rifredi e di Firenze causati dal progetto tramvia.


La vicenda di viale Morgagni.
   
Quando sono iniziati i lavori per la tramvia nel Viale Morgagni, la gente era del tutto ignara di che cosa questo avrebbe comportato per il loro rione. Nessuno, neanche quelli favorevoli all'idea' di uno scorrimento più veloce, avrebbe mai immaginato che dovessero essere abbattuti gli alberi quasi secolari che ormai connotavano la fisionomia stessa dell'antichissimo quartiere di Rifredi. La gente, sgomenta di fronte a tanto scempio (8 bellissimi esemplari sono già stati abbattuti fra le grida dei tanti che erano scesi per strada nonostante i lavori fossero eseguiti alle prime luci dell'alba, come ladri nella notte), si è subito mobilitata, ha chiesto di firmare per far fermare tutto, ma il tetto delle firme del referendum era già stato raggiunto (ma l'amministrazione se ne fa un baffo delle richieste dei suoi cittadini) e allora che fare? L'idea è stata quella di non mandare via  tutta questa gente che voleva fare qualcosa, che chiedeva, esterrefatta, ma sono impazziti? E allora è stata buttata giù una lettera di protesta al sindaco ed una lettera all'Unesco (3000 firme in 9 giorni). Così firmavano e poi chiedevano cosa stava succedendo. Insomma abbiamo scoperto che la stragrande maggioranza delle persone non  sapevano NULLA non solo dell'abbattimento degli alberi del Viale Morgagni, ma neanche del progetto della tramvia a Firenze! I più anziani si fermavano un po' più a lungo, a raccontare dei loro ricordi, e così, dopo pochissimo tempo, ci siamo accorti della concordanza di tante testimonianze ed un nome che saltava sempre fuori ‘Il Parco della Rimembranza', lo chiamavano alcuni, altri lo ricordavano come ‘il Viale della Rimembranza'. Ma tutti erano concordi nell'affermare che gli alberi erano stati piantati in nome e memoria dei caduti del rione durante la guerra del 15-18. Poi ci è stato indicato un negozietto e detto che lì avremmo trovato una persona che ne sapeva un po' di più. Così siamo andati, ed un signore ci ha detto di essere disponibile a raccontare la storia di suo zio (di cui possiede una foto, morto anche lui nel 15-18 in circostanze tali che  resero impossibili il recupero dei resti) a cui fu dedicato uno di questi alberi e in onore del quale, come per tutti gli altri caduti, fu affissa una targhetta sull'albero, legandolo così indissolubilmente al nome del suo parente. Anzi, nel suo caso l'albero svolgeva anche una funzione di lapide funeraria, perché proprio per il fatto che lo zio non aveva potuto avere una normale sepoltura, i parenti che volevano mettere un fiore o  pregare per lui si riunivano intorno all'albero e così anche tanti altri. Un'altra signora fra le lacrime ci ha confidato che invece sua madre si salvò grazie alla protezione dei tronchi e delle fronde di alcuni alberi da alcune schegge impazzite, stavolta si parla della seconda guerra mondiale e del bombardamento di Rifredi e Campo di Marte da parte alleata nel ‘44, e che la sua storia fece il giro di tutto il quartiere. Il lungo viale alberato del Viale Morgagni, peraltro UNICO punto di verde di tutto il rione, composto da 4 strade principali e cioè, Via Santo Stefano in Pane (completamente privo di alberi), Via delle Panche (privo di alberi), Via Taddeo Alderotti (completamente privo di alberi), via Mariti,  (privo di alberi), Viale Reginaldo Giuliani (completamente privo di alberi).  divenne pertanto nel tempo luogo della memoria storica dei caduti della grande guerra: e sarà una coincidenza l'esistenza del ‘Viale della Rimembranza', che i testimoni datano anni ‘20 e di cui abbiamo una foto, con la posa a terra della statua in bronzo dedicata ai Caduti di Rifredi della 15-18 del famoso scultore Mario Moschi, nel 1927,  posta al centro di quella Piazza Dalmazia da cui appunto si diparte il viale? Contiamo di avere presto la documentazione anche su questo legame. Ma Viale Morgagni , per gli abitanti di Rifredi, non è solo un sacrario dedicato ai suoi caduti, é anche il depositario della tradizione locale, perché Rifredi E' il Viale Morgagni e non c'è abitante che non identifichi Rifredi con il Viale e non si compiaccia della sua più bella strada. Anche perché purtroppo nel tempo Rifredi è stata oggetto di un' urbanizzazione selvaggia che non ha mai previsto zone di verde, non solo, ma dove esistono un minimo!!! di aiuole o giardinetti questi sono tenuti dal Comune in uno stato di incuria e degrado tali da inibire gli abitanti dal frequentarli (abbiamo della documentazione fotografica che è raccapricciante). Dunque Rifredi, un tempo borgo di origini nobili ed antiche (Lorenzo il Magnifico ne parlava già nel ‘Simposio' ), stretta in una morsa di asfalto e cemento, era riuscita a conservare il patrimonio arboreo di Viale Morgagni come l'ultimo baluardo della salute dei suoi cittadini, l'unico punto rimasto dove si poteva ancora fare una passeggiata, una pedalata, e dove trovare un po' di refrigerio nelle torride giornate delle estati fiorentine. Per questi motivi, anche se non ci fosse l'elemento ‘storico' , che pure esiste ed è evidente e di per sé garantisce la ‘monumentalità' degli alberi secondo la stessa legge regionale Toscana (n. 60 del 1989), i cittadini non rinuncerebbero mai alla loro splendida alberata che a giugno scorso (ma sarà davvero una coincidenza?) ha accolto il famoso medico Patch Adams, inventore della terapia della risata, invitato a tenere una conferenza alla Facoltà di Medicina e Chirurgia nel viale Morgagni. Solo un mese dopo,  vedendo coi suoi occhi la distruzione di questo splendido viale (ma la distruzione sta avvenendo in tutte le strade di Firenze!) e le lacrime di tanti cittadini, uniti da una solidarietà che ricorda molto le giornate dell'alluvione del 1966, noi siamo sicuri che neanche Patch Adams sarebbe riuscito a trovare un sorriso!
Negli ultimi giorni, la preparazione dell'esposto redatto dal Gruppo d'Intervento Giuridico ha ridato fiducia e speranza in centinaia e centinaia di cittadini che credevano ormai tutto perduto (anche se i Fiorentini sono caratterialmente pessimisti, e c'è chi ha firmato per solidarietà ma intimamente convinto che sia tutto inutile, tuttavia ha firmato). Sono state raccolte oltre 500 firme in pochissimi giorni e tenuto presente che avevano già firmato altre due iniziative, che la città in questi giorni si è svuotata e che avevamo un unico punto di informazione, non ci sembrano affatto poche! Noi continueremo la nostra battaglia, non possiamo far altro del resto, perché i due binari con i suoi treni, come nel bel disegno fatto da un turista francese, allibito che un'amministrazione possa perfino ‘pensare' un progetto di tramvia che starebbe bene forse a Dallas e non certo in una città piccola e delicata come Firenze. Il disegno ritrae un treno che, come un enorme serpentone-mostro, passa portando ovunque distruzione, e sotto sono state scritte le parole che purtroppo stanno diventando realtà in tutta la nostra meravigliosa città "Ecco il treno che passa e tutto spazza via".