Suolo e sottosuolo: indagine conoscitiva sul complesso EX PUBBLICI MACELLI. Firenze
Il sottosuolo di Firenze è percorso da opere idrauliche rilevanti per estensione e funzioni: una serie di gallerie praticabili, che in certi tatti possono raggiungere i 10 mt di profondità e che fu progettata
in pochissimi anni da Giuseppe Poggi e collaudata il 27 agosto 1870, attraversa buona parte della città sottopassando aree densamente edificate.
Queste opere costituiscono il nuovo Emissario della sponda destra ( integrato dal Canale sfociatore) avente la funzione di raccogliere le acque di scolo dei nuovi quartieri,all’epoca in fase di costruzione o progettazione.
Il Nuovo si aggiungeva al Vecchio Emissario che aveva servito, ma in maniera insufficiente la città fino all’epoca preunitaria.
Giuseppe Poggi progettò e mise in opera una razionale sistemazione e messa in sicurezza sia dei suoli, che dei corsi d’acqua che si immettevano in Arno sia da sud che da nord, ed inoltre rinnovò la rete fognaria esistente e dotò i nuovi quartieri di un nuovo sistema di gallerie praticabili che si estendeva con pendenza costante da est ad ovest e si raccordava con condotti di acque bianche per il lavaggio e lo scorrimento costante.
Ad esempio nella zona di Piazza Cavour, (oggi della Libertà) le nuove gallerie intersecano ed attraversano “antiche e grandi opere sotterranee e la Galleria del regio Acquedotto”.
Notevoli difficoltà furono superate sia per raccordare i diversi livelli lasciati dall’abbattimento delle antiche mura, per il tracciamento dei nuovi Viali e piazze, ed il generale riempimento dei fossi attorno alla Fortezza da Basso, e l’allacciamento di tutte le acque esterne ed interne alla Fortezza, trovando soluzione nella costituzione di un canale Emissario ulteriore collocato nel Fosso inferiore della Fortezza: se i costruttori dei Parcheggi sotterranei avessero letto la Relazione Poggi si sarebbero resi conto che i piani bassi del nefando edificio avrebbero trovato questa conduttura sotterranea; resta da capire in quali condizioni è stata ridotta e come e se hanno provveduto al suo ripristino. (Continua a leggere l'articolo su POSTS)
Libero comitato di liberi cittadini che vogliono difendere il loro diritto al al verde e alla bellezza anche in città, di qualunque provenienza o credo politico siano. Anche su facebook:https://www.facebook.com/cittadinialberi?fref=ts
Questo è il blog da cui vengono portate avanti le istanze degli oltre 700 cittadini firmatari degli esposti e delle petizioni per fermare il massacro degli alberi a Firenze. L'obiettivo è creare una community fra tutti i fiorentini e gli italiani che vogliono alberi e natura anche nelle loro città.
CHI NON RISPETTA L'ALBERO CHE HA DATO VITA ALLA TERRA NON POTRA' MAI RISPETTARE NEANCHE LA COMUNITA' DEGLI UOMINI. Per questo il cordone ombelicale di un bambino Cherokee viene appeso ad un albero, affinchè cresca come un vero uomo nella sacra alleanza con la natura. (da: perle di saggezza Cherokee)
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domenica 20 settembre 2009
domenica 30 agosto 2009
RELAZIONE NATURALISTICA-AMBIENTALE SUL PARCO STORICO DEGLI EX MACELLI (1870)
“La battaglia per la vita sulle Terra sarà persa,
oppure vinta, nelle città’.Ahimed Djoghlaf, Segretario della Convenzione sulle Biodiversità.
Altre note degne di rilievo per il nostro rapporto tratte dallo stesso Atlante:
Valorizzare le aree verdi urbane significa soddisfare
le esigenze necessarie per ottenere il funzionamento
Dal punto di vista naturalistico, l’area degli ex Macelli rappresenta un grande quanto inutilizzato polmone verde all’interno di una zona altrimenti sprovvista di giardini di vasto respiro che, se conservata ed aperta al pubblico,andrebbe a realizzare proprio quanto si legge nel 3° Atlante degli Uccelli Nidificanti a Firenze (….I cittadini devono avere a disposizione spazi verdi accessibili a breve distanza dai luoghi di vita abituale, Rapporto dell’English Nature “Accessible natural greenspace in towns and cities: A review of appropriate size and distance criteria” ed il Progetto URGE “Making Greener Cities” fissano il seguente standard: “un cittadino dovrebbe essere in grado di disporre di un’area verde di almeno 2 ettari entro 500 metri da casa, ed almeno un’area di 20 ettari entro 2 km”. Occorre inoltre ricordare che le aree verdi sono serbatoi di ossigeno e barriere contro l’inquinamento ed i rumori….).
Progettata e realizzata insieme al prospiciente Mercato del Bestiame.dall’arch. Francolini intorno al 1867 (il bellissimo cedro del Libano posto al centro risale al 1878) l’area dei Pubblici Macelli fu abbellita da alberi di alto fusto e arbusti di macchia mediterranea .
Fino dal 1870 l’impianto arboreo fu denominato ‘Parco’ dal Sindaco di Firenze Ubaldino Peruzzi in un documento ufficiale. (REGOLAMENTO PER I PUBBLICI MACELLI della Città di Firenze Approvato dalla Giunta Municipale della Città Firenze Tipografia Pier Capponi 1870 Titolo 13°. Pag 19 Polizia dello stabilimento Art. 73. E’ assolutamente vietato dormire nei fienili, negli ammazzatoi, nelle tripperie, nel PARCO……..Art.81. L’impresa assuntrice provvede alla pulitura generale dello Stabilimento…..……….stalle, PARCO, scale, fienili…….); e dunque costituisce anche oggi, a tutti gli effetti, un ‘Parco Storico’ di immenso valore sia per la memoria storica e artistica (assieme agli edifici protetti dal vincolo etc etc……..) sia, dal nostro punto di vista, per la conservazione delle biodiversità (dall’Atlante Uccelli “Serbatoi di biodiversità: nelle aree urbane, ed in
particolare nei parchi storici delle città, vivono talvolta
più specie animali e vegetali di quante se ne
possono trovare nelle campagne circostanti.
Alcune di queste specie sono minacciate o di particolare
interesse conservazionistico….”)
Il lungo elenco degli alberi inclusi nel piano di abbattimento redatto da Italferr (vedi allegato n.2), sia di alto fusto che arbusti e ‘macchia’ (già peraltro in parte arbitrariamente abbattuta ai primi di luglio quando ancora non era intervenuto in loco l’Osservatorio Ambientale,vedi foto), è impressionante già sulla carta sia per numero (163 di circa 185) che per pregio delle essenze, che da sole indicano la probabile presenza di numerose specie che ivi possono trovare facilmente rifugio (capinere, fringuelli. verzellini, cardellini, gazze, colombacci, cinciarelle, per citarne alcuni) .
Inoltre, la presenza del torrente Mugnone nelle immediate vicinanze e la ricchezza delle falde acquifere ad un livello di poche decine di metri al di sotto del suolo ( vedi relazione Arch. Delbuono) rendono l’ampio terreno ‘boscato’, ben oltre i 2000 metri, ed avente copertura delle fronde di gran lunga superiore al 20% minimo richiesto dalla legge per imporre il vincolo idrogeologico , un prezioso eco-sistema in piena area urbana. La presenza di specie vegetali e faunistiche che sono messe in pericolo da un progetto devastante che causerebbe un sicuro disequilibrio ambientale, imporrebbero l’applicazione del cosiddetto ‘principio di precauzione’ a cui è ispirata la normativa comunitaria a riguardo delle opere pubbliche. (Continua a leggere relazione e commenti su POSTS)
equilibrato dell’ecosistema urbano:
Serbatoi di biodiversità: nelle aree urbane, ed in
particolare nei parchi storici delle città, vivono talvolta
più specie animali e vegetali di quante se ne
possono trovare nelle campagne circostanti.
Alcune di queste specie sono minacciate o di particolare
interesse conservazionistico.
Miglioramento della qualità urbana:
I cittadini devono avere a disposizione spazi verdi accessibili
a breve distanza dai luoghi di vita abituale, per
poter svolgere numerose funzioni ricreative, sportive
e sociali. Il Rapporto dell’English Nature
“Accessible natural greenspace in towns and
cities: A review of appropriate size and distance
criteria” ed il Progetto URGE “Making Greener
Cities” fissano il seguente standard: “un cittadino
dovrebbe essere in grado di disporre di un’area
verde di almeno 2 ettari entro 500 metri da casa,
ed almeno un’area di 20 ettari entro 2 km”.
Occorre inoltre ricordare che le aree verdi sono
serbatoi di ossigeno e barriere contro l’inquinamento
ed i rumori.
……La fascia più ricca di biodiversità è però la periferia,
dove le caratteristiche della città si compenetrano
con quelle degli ambienti extraurbani: gli
ecologi chiamano queste zone di transizione
“ecotoni”. Così, nella periferia di una città di pianura
possiamo incontrare gazze e fagiani…
…..Per la pianificazione del territorio, la programmazione
urbanistica e la conservazione della biodiversità
urbana, l’Atlante degli uccelli nidificanti
rappresenta uno strumento fondamentale ed innovativo,
che dovrebbe supportare sempre gli studi
preparatori ai nuovi Piani Regolatori (Piano strutturale,
Regolamento urbanistico e edilizio). Alcune
città tra cui Napoli e La Spezia hanno inserito tali
ricerche negli studi preparatori al nuovo PRG. In tal
senso, un tema di particolare attualità è il progressivo
consumo del suolo causato dall’urbanizzazione
(“urban sprawl”) (Dinetti e Rossi, 2008).
Progettata e realizzata insieme al prospiciente Mercato del Bestiame.dall’arch. Francolini intorno al 1867 (il bellissimo cedro del Libano posto al centro risale al 1878) l’area dei Pubblici Macelli fu abbellita da alberi di alto fusto e arbusti di macchia mediterranea .
Fino dal 1870 l’impianto arboreo fu denominato ‘Parco’ dal Sindaco di Firenze Ubaldino Peruzzi in un documento ufficiale. (REGOLAMENTO PER I PUBBLICI MACELLI della Città di Firenze Approvato dalla Giunta Municipale della Città Firenze Tipografia Pier Capponi 1870 Titolo 13°. Pag 19 Polizia dello stabilimento Art. 73. E’ assolutamente vietato dormire nei fienili, negli ammazzatoi, nelle tripperie, nel PARCO……..Art.81. L’impresa assuntrice provvede alla pulitura generale dello Stabilimento…..……….stalle, PARCO, scale, fienili…….); e dunque costituisce anche oggi, a tutti gli effetti, un ‘Parco Storico’ di immenso valore sia per la memoria storica e artistica (assieme agli edifici protetti dal vincolo etc etc……..) sia, dal nostro punto di vista, per la conservazione delle biodiversità (dall’Atlante Uccelli “Serbatoi di biodiversità: nelle aree urbane, ed in
particolare nei parchi storici delle città, vivono talvolta
più specie animali e vegetali di quante se ne
possono trovare nelle campagne circostanti.
Alcune di queste specie sono minacciate o di particolare
interesse conservazionistico….”)
Il lungo elenco degli alberi inclusi nel piano di abbattimento redatto da Italferr (vedi allegato n.2), sia di alto fusto che arbusti e ‘macchia’ (già peraltro in parte arbitrariamente abbattuta ai primi di luglio quando ancora non era intervenuto in loco l’Osservatorio Ambientale,vedi foto), è impressionante già sulla carta sia per numero (163 di circa 185) che per pregio delle essenze, che da sole indicano la probabile presenza di numerose specie che ivi possono trovare facilmente rifugio (capinere, fringuelli. verzellini, cardellini, gazze, colombacci, cinciarelle, per citarne alcuni) .
Inoltre, la presenza del torrente Mugnone nelle immediate vicinanze e la ricchezza delle falde acquifere ad un livello di poche decine di metri al di sotto del suolo ( vedi relazione Arch. Delbuono) rendono l’ampio terreno ‘boscato’, ben oltre i 2000 metri, ed avente copertura delle fronde di gran lunga superiore al 20% minimo richiesto dalla legge per imporre il vincolo idrogeologico , un prezioso eco-sistema in piena area urbana. La presenza di specie vegetali e faunistiche che sono messe in pericolo da un progetto devastante che causerebbe un sicuro disequilibrio ambientale, imporrebbero l’applicazione del cosiddetto ‘principio di precauzione’ a cui è ispirata la normativa comunitaria a riguardo delle opere pubbliche. (Continua a leggere relazione e commenti su POSTS)
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