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lunedì 18 gennaio 2010

LETTERA DI CITTADINI PER GLI ALBERI DOTT.SSA RAGNI















Alla cortese attenzione della Dott. Maddalena Ragni Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici Lungarno Anna Maria Luisa de’ Medici 4 50122 Firenze Sono giunte a questo comitato da parte di alcuni cittadini due fotografie che testimoniano lo stato in cui versa l’area degli ex Macelli di Firenze: sottoposta a pesanti e generalizzate demolizioni di edifici ed alberature del Parco, ora sta perdendo anche il secolare Viale dei Pini. Già ebbi a segnalarLe lo scorso autunno, come portavoce del Comitato, la nostra convinzione che l’area fosse vincolata ma ora sono in grado di fornirLe prove sostanziali fornite da Associazione Idra ( idrafir@tin .it , iscritta al Registro Regionale del Volontariato della Toscana) che le ha messe in rete, senza smentita, dal 1999. Nel 1999 per l’area si prevedeva la realizzazione del progetto relativo al “Parcheggio Città dei giovani” inserito all’art.9 dell’Accordo FS, TAV, Regione Toscana, Provincia e Comune di Firenze. L’Accordo era corredato da Relazione Istruttoria di un gruppo di lavoro nominato dal Sindaco Primicerio con ordinanza 8847 del 18/12/98 e coordinato dall’Arch. Marcello Cocchi del Comune di Firenze. Nella Relazione Istruttoria sul progetto di Italferr si legge che “la maggior parte degli edifici da demolire sono vincolati ai sensi della L.1089/39 CON NOTIFICA DEL 3/04/1992 e solo l’annullamento da parte del Ministero può consentire la realizzazione del progetto.” A causa di ciò presumibilmente non fu data realizzazione al progetto Zevi della cosiddetta Stazione a “bocca di squalo”. Inoltre: nella Conferenza di Servizi del 3/03/1999 fu siglato un documento conclusivo firmato dai rappresentanti di FS, TAV, Italferr, Comune di Firenze, Regione, Ministero dei Trasporti e Ministero BCA, nel quale si dichiara di “dare atto della preesistenza dei vincoli ex L. 1089/39 nell’area Belfiore / Macelli.” Le trascrivo infine passi salienti del Verbale n.38 seduta del 23/02/1999 del Comitato di Settore dei Beni Culturali e Architettonici: “Si ritiene che il valore principale del complesso, cioè l’organizzazione planimetrica lungo l’asse di simmetria centrale ed i relativi rapporti spaziali tra costruito ed aree libere verdi, debba essere salvaguardato conservando l’impianto generale, pur potendosi consentire PARZIALI E BEN MEDITATE demolizioni necessarie per lo scavo della stazione interrata. Sarebbe auspicabile che i volumi demoliti VENISSERO RIPROPOSTI in forme e materiali MAGGIORMENTE COMPATIBILI rispetto a quanto risulti dal progetto presentato. Si ritiene che quest’ultimo necessiti di ulteriori approfondimenti, sia dal punto di vista planimetrico che delle soluzioni formali e della sua consistenza globale, e fin d’ora SI GIUDICA INCOMPATIBILE la prevista localizzazione del grande parcheggio interrato la cui realizzazione COMPORTEREBBE IL TOTALE STRAVOLGIMENTO DELL’IMPIANTO DI SIMMETRIA E LA DISTRUZIONE DEL VIALE DEI PINI con cancello monumentale verso il Mercato del Bestiame di Via Circondaria.” Il documento è firmato dal Presidente Marisa Bonfatti Paini, degli Arch. Casiello,Manieri Elia, Martines e del Dott. Mario Serio.

martedì 17 novembre 2009


Abracadabra: rispunta la Foster dal cappello magico 

IL NEO-ELETTO SINDACO RENZI, DOPO POCHI MESI, HA GIA’ DIMOSTRATO LA SUA PIU’ GRANDE ABILITA’ NEI GIOCHI DI ENIGMISTICA, IN UNO IN PARTICOLARE, L’USO DELLE PAROLE AL CONTRARIO. FIN DAL LUNEDI’ STESSO DEL SUO INSEDIAMENTO, RENZI SPESE ALTISONANTI PAROLE SUL DIRITTO DEI CITTADINI AD AVERE UN PARCO A 10 MINUTI DA DISTANZA DA CASA, PARLO’ POETICAMENTE DI STELLE SUGLI ALBERI E UCCELLINI E AGGIUNSE, FACENDO UNA PAUSA CHE SOTTOLINEAVA LA SOLENNITA’ DELLA PROMESSA, CHE LA STAZIONE FOSTER NON SI SAREBBE FATTA. CI CHIEDEMMO SE LE NOSTRE ORECCHIE UDISSERO BENE O FOSSE UN SOGNO. MA TORNANDO A CASA, E RISENTENDO LA REGISTRAZIONE PIU’ VOLTE, CI ACCORGEMMO CHE LE PAROLE ERANO INDISCUTIBILMENTE LE STESSE: ‘LA FOSTER NON SI FARA’, IL PARCO CI SARA’. NEI GIORNI SUCCESSIVI LE STESSE FRASI FURONO DA LUI RIPETUTE, A TRATTI OSSESSIVAMENTE COME UNA MANTRA, TANTO CHE MOLTI DI NOI SI SONO RILASSATI ‘VUOI VEDERE CHE DICE SUL SERIO?’ E ADDIRITTURA INDUCENDO ALTRI A PIU’ O MENO SPERTICATI RINGRAZIAMENTI, CHE ERANO EVIDENTEMENTE PREMATURI E INGENUI. ORA INFATTI SAPPIAMO PER CERTO CHE QUANDO IL SINDACO PARLAVA DOVEVAMO INTENDERE IL CONTRARIO, DATO CHE EVIDENTEMENTE USA UN LINGUAGGIO FORSE IN USO SOLO IN UN LIBRO DI LEWIS CARROLL, OPPURE IMPERSONA UN PERSONAGGIO NUOVO DI ALICE NEL PAESE DELLE MERAVIGLIE (UN PARENTE DEL CONIGLIO BIANCO?) QUANDO SI ESPRIME IN UNA LINGUA A CUI NON ERAVAMO ANCORA ABITUATI: COSI’, SE IL SINDACO DICE : NON SI FARA’, SAPPIAMO CHE ‘SI FARA’ E SE LUI DICE CHE SI FARA’, POSSIAMO STAR CERTI CHE NON SI FARA’. ORA CI SENTIAMO MOLTO PIU’ TRANQUILLI PERCHE’ POSSIAMO ALMENO USCIRE DALL’INCERTEZZA SAPENDO CHE LA STAZIONE FOSTER SI FARA’ DATO CHE I LAVORI PROSEGUONO QUANTO E PIU’ DI PRIMA. DOPO AVER DECRIPTATO QUESTO PICCOLO ACCORGIMENTO LINGUISTICO DELL’USO DEL SINDACO DELLE PAROLE AL CONTRARIO, POSSIAMO ANCHE ESSERE SICURI CHE LE RASSICURAZIONI PUBBLICHE SUI PARCHI A DIECI MINUTI DI DISTANZA, ORMAI QUASI UNO SLOGAN, SIGNIFICANO UNA COSA SOLA: CHE L’UNICO PARCO ESISTENTE CHE AVREBBE POTUTO ESSERE A DISPOSIZIONE DEI CITTADINI CON I SUOI 183 ALBERI DI ALTO FUSTO (O VOGLIAMO CONTINUARE A CHIAMARE ‘PARCO’ QUELLO DI SAN DONATO CON GLI ‘STECCHINI’ DEFINITI ALBERI SUL RENDERING?), NON SOLO NON SARA’ MAI APERTO AL PUBBLICO MA E’ DEFINITIVAMENTE SCOMPARSO, COSI’ COME LA NOSTRA SPERANZA DI AVER TROVATO NEL NUOVO SINDACO UN INTERLOCUTORE DIVERSO DA DOMENICI, QUALCUNO CHE PROMETTEVA DI DARE UN ‘VOLTO NUOVO’ ALLA NEO ELETTA AMMINISTRAZIONE E DI APRIRE UN PERCORSO DI TRASPARENZA NEI CONFRONTI DEI CITTADINI. GRAZIE COMUNQUE, SINDACO, PER AVERCI APERTO GLI OCCHI IN COSI’ POCO TEMPO. IN TEMPO PER LE REGIONALI E PER CAMBIARE DEFINITIVAMENTE UNA TRISTE PAGINA DI STORIA FIORENTINA CHE A PARTIRE DALLA TRAMVIA, LO SCANDALO DELLA QUADRA, IL SEQUESTRO DI CASTELLO, L’AFFARE DEL FERRALE, IL SEQUESTRO DEL MULTIPLEX, CI HA FATTO VEDERE IL PEGGIO DI SE’ E CHE, AL MOMENTO DEL SUO INSEDIAMENTO, SPERAVAMO CONCLUSA. NOI VOTEREMO COMPATTAMENTE PER LA SUA COMPAGINE. COME VEDE, ABBIAMO IMPARATO IL SUO LINGUAGGIO PRESTO E BENE. CITTADINI PER GLI ALBERI http://cittadiniperglialberi.blogspot.com/

lunedì 19 ottobre 2009

PARCO SALVATO (per ora): ma COSA E' RIMASTO? A NOI SEMBRA BEN POCO


A parte la (per noi) poco simpatica consuetudine di TUTTI i politici di ricorrere all'immediato auto-incensamento come forma di pubblicità elettorale (ricordiamo infatti che almeno per quanto riguarda il verde pubblico sono stati proprio i comuni cittadini a dover scendere per strada, legarsi agli alberi, salirci sopra, fare decine e decine di ricorsi, esposti, petizioni etc etc per condurre la battaglia per il verde in città), accogliamo con un minimo di sollievo ma  molta, moltissima cautela la notizia che riportiamo nella sezione sottostante, dato che prima vogliamo sapere QUANTI Alberi sono rimasti in piedi nel Parco Ex Macelli dei 183 iniziali (nei giorni scorsi abbiamo visto passare tanti camion pieni di alberi abbattuti, da dove provenivano se non dall'area degli Ex Macelli?). Non vorremmo infatti apprendere che ne sono rimasti una ventina, magari proprio quelli che erano già segnati sulla carte di Italferr nella lista bianca degli alberi 'da salvare'...inoltre Cittadini per gli Alberi si riserva di vedere come si comporterà l'Amministrazione con le domande di accesso alla documentazioni che il Comitato presenterà nei prossimi giorni.
Il verde pubblico deve tornare ad essere una priorità essendo un bene che è evidentemente percepito da tanti cittadini come una loro 'co-proprietà' condivisa di cui chiedono  il rispetto proprio come la pubblica amministrazione lo chiede ai privati..con tutto ciò, siamo sempre grati a chiunque fra i Consiglieri porta in aula le istanze dei cittadini e grati perfino a quelli del PD che, almeno per una volta, 'pare' si siano messi una mano sulla coscienza: ma prima, scusate se siamo diffidenti, vogliamo verificare se per caso non abbiano fatto questo munifico gesto avendo già permesso che RFI abbia già distrutto praticamente tutto il Parco, in quel caso avrebbero voluto fare solo una bella figura senza esserselo meritato, proprio come è già successo con la mozione, approvata all'unanimità, su proposta dei cittadini che chiedevano di essere avvisati della sorte degli alberi con tutti i riferimenti del caso e che invece è rimasta in un cassetto, senza alcuna conseguenza, dato che ad oggi gli abbattimenti senza preavviso e senza motivo sono già state decine, se non, noi temiamo, addirittura centinaia.




Ex Macelli, stop al taglio degli alberi
De Zordo: "Il Pd si è convertito alla tutela del verde
"

Le risorse risparmiate dalla stazione di Foster saranno destinate al metrotreno

"Ci rallegriamo che il Partito Democratico si sia convertito alla tutela del verde, ed abbia presentato e consentito l'approvazione dell'ordine del giorno che blocca il taglio degli alberi nell'area ex Macelli, in attesa di sapere dove si farà la nuova stazione Tav. L'odg non fa che recepire una mozione che io stessa avevo presentato nello scorso luglio, e che il Pd aveva respinto". E' il commento di Ornella De Zordo allo stop del taglio degli alberi nell'area degli ex Macelli. "Mi rammarico certo - ha aggiunto De Zordo - che questo non sia avvenuto anche per gli edifici, come da noi avanzato. I palazzi saranno comunque abbattuti, nonostante fra questi ci siano anche edifici di pregio, e nonostante questo possa risultare assolutamente inutile".

Il Consiglio ha anche approvato un Ordine del Giorno presentato dalla caporguppo di perUnaltracittà e firmato da altri consiglieri, che impegna il sindaco a destinare le risorse risparmiate dalla stazione di Foster per la realizzazione del sistema di metrotreno metropolitano di Firenze: "Si tratta di un ottimo risultato - ha commentato De Zordo - che dirotta risorse verso un'idea da noi avanzata per una mobilità sostenibile".


venerdì 9 ottobre 2009



TUTTO SEGRETAMENTE

Si è appreso che il Consiglio Comunale ha approvato nella seduta di lunedì 5 ottobre la ristrutturazione di un immobile degli Ex Macelli, di proprietà comunale, da destinare a residenza per gli allievi del SUM ( Istituto Italiano di Scienze Umane).
Non è un nuovo centro commerciale, è vero, ma ci sono molte domande e punti da chiarire.
Perché ancora una volta una decisione che riguarda la sorte di immobili pubblici, a cui una  parte considerevole  della popolazione si sta interessando per chiederne la conservazione ed il pubblico godimento, viene gestita e deliberata  praticamente in clandestinità? (Continua a legger l'articolo completo su POSTS)

martedì 6 ottobre 2009

ABBATTIMENTO ALBERI PARCO STORICO EX MACELLI: LO SDEGNO DI CITTADINI PER GLI ALBERI




E così un altro scempio è stato compiuto ai danni dei cittadini, un altro Parco è stato distrutto, altra gente è stata privata di un bene prezioso, il diritto di avere a disposizione un luogo bello e salutare dove trascorrere ore piacevoli a fare passeggiate, giocare, parlare: siamo stati di nuovo privati del ristoro più elementare, il godimento di bellissimi alberi che, nascostamente, da decenni hanno regalato ossigeno al nostro quartiere dall’aria tanto inquinata e che ora, senza il minimo senso logico, senza pudore, senza vergogna, vengono spazzati via, ora possiamo dirlo, con l’assenso del Sindaco (dato che non ha mosso un dito per impedirlo pur avendone il potere).
Ricordiamo: nel suo altisonante discorso di insediamento e successivamente nell’altro, più dettagliato, ci parlava del ‘diritto’ dei Cittadini ad avere un parco a non più di 10 minuti di distanza da casa (richiamando il rapporto di English Nature e il Progetto URGE Making Greener Cities che Cittadini per gli Alberi gli aveva fatto pervenire), ci ha parlato di bambini, uccellini, alberi e laghetti, forse preparandosi per un concorso di poesia locale, chissà. Di sicuro ci ha preso in giro (continua a leggere l'articolo ocmpleto su POSTS)

lunedì 16 marzo 2009

Firenze, lavori sul Mugnone. Devastanti. E non si tratta di Calandrino e Buffalmacco...

postato da Anna Mannino [16/03/2009 22:50]


Proseguono a Firenze i lavori sul Torrente Mugnone. Tanto per cambiare, si massacrano alberi secolari.  L'obiettivo è il raccordo fra i lavori del sistema tranviario fiorentino e la T.A.V.    Riceviamo e pubblichiamo molto volentieri.
Gruppo d'Intervento Giuridico

Dietro la grande e spaventosa muraglia di cemento di via Gordigiani e viale  Redi e oltre le fitte reti di protezione dei cantieri che da molti mesi  tormentano gli argini del fiume, sta avvenendo giorno dopo giorno un enorme danno ambientale a carico della città e soprattutto della salute dei cittadini. Intelligentemente venduto come ‘'messa in sicurezza del Mugnone'' si tratta piuttosto di un'altra opera probabilmente inutile (le inondazioni in grado di straripare dal Mugnone sono state stimate statisticamente di 1 ogni 200 anni...), estremamente impattante e dispendiosa . Lo stesso risultato poteva, infatti,  essere raggiunto con un allargamento più contenuto del letto del torrente (dai 7 m attuali ai 14 invece che 24, come e' stato deciso dai progettisti delle Ferrovie, nonostante fossero state avanzate alternative meno distruttive). Il fatto e' che in realtà questi lavori dovrebbero servire a contenere un eventuale innalzamento delle acque dovuto al grave dissesto dell'assetto idrogeologico che sarà inevitabilmente causato dallo scavo del tunnel dell'alta velocità e dal cratere previsto per la stazione Foster nel quadrato adiacente al fiume(via Circondaria-Viale Corsica). Un allargamento cosi' ampio del letto  creerà scompensi all'equilibrio faunistico del torrente, ma soprattutto sta già precludendo agli alberi dei viali ogni possibilità di sopravvivenza. In questo momento i lavori stanno ancora interessando prevalentemente il versante del viale Redi dove si e' scavato e trivellato a circa un metro dalle radici dei platani che per decenni hanno svolto un'importante azione purificatrice dell'aria del quartiere e non solo. .. Questo massiccio intervento sulle radici e l'asporto di gran parte della terra che li nutriva e sosteneva, sta gravemente destabilizzando gli alberi. Sono a rischio di instabilità e quindi di abbattimento circa 150 enormi platani (oltre ad altri alberi più piccoli alternati ai platani) sul tratto dei cantieri di viale Redi, via Gordigiani e via Bonsignori.   Sul primo tratto del viale Redi, all'altezza del ponte all'Asse, nove platani sono già stati segnati a morte e verranno abbattuti per ovvi motivi di sicurezza perché le radici sono state tranciate di netto alla base, "per sbaglio"(?!) a detta dei tecnici dell'Arpat che hanno effettuato alcuni controlli. Un secolo per crescere e pochi minuti per essere abbattuti. Questo sembra essere l'insopportabile destino di questi alberi. Un'azione simile merita senz'altro l'attenzione della magistratura,un accertamento delle responsabilità e l'attribuzione certa delle giuste e pesanti penali. E forse questo verrà anche fatto quando i tempi lenti della burocrazia metteranno in moto la macchina legale, ma nessun risarcimento potrà mai restituire quegli alberi alla gente.  Su via Gordigiani e via Bonsignori, dove ancora non sono iniziati i devastanti lavori di smantellamento dell'argine ,in attesa del colpo di grazia alle radici, i platani hanno intanto appena subito una pesantissima potatura che li indebolisce invece che rafforzarli ; da notare che questi alberi erano già stati potati lo scorso anno, a fine marzo, un periodo molto tardivo per una corretta potatura. Che senso ha intervenire nuovamente? A questi alberi non serve una potatura annuale.  Il paesaggio lunare che si presenta ai passanti e ai residenti e' inquietante.  La questione della potatura detta ‘'capitozzatura'', cioè il taglio radicale delle fronde e dell'apparato ramifero, e' uno ‘'strano'' fenomeno al quale si assiste da qualche anno in moltissime zone della città. Più che l'ultima moda in fatto di taglio di capelli, si tratta di una tecnica crudele, pesante e dannosa, dagli esiti estetici penosi e deprimenti, che indebolisce nel tempo la pianta fino a farla morire e che, sempre "stranamente", richiede interventi frequenti per eliminare i getti continui che l'albero cerca di opporre alla decapitazione nell'estenuante e straziante tentativo di sopravvivere. Gli esperti del settore possono confermare che questa tecnica è per un albero l'anticamera della morte.
Tre dubbi sorgono spontanei:
•1.                   le ditte appaltate e chi le dovrebbe controllare  non sono all'altezza del delicato lavoro affidato loro. Ci si chiede: chi e come viene incaricato di eseguire le potature? Chi controlla? Di quali consulenze tecniche e scientifiche si avvale il Comune di Firenze per garantire alla città la salute del suo patrimonio arboreo?
•2.                   Altra ipotesi, più triste e più probabile, e' che non c'è alcun interesse a trattare con il dovuto rispetto gli alberi della città, in modo particolare quelli delle zone destinate alla cementificazione, nelle sue più svariate forme...
•3.                   Last but not least,... non sara' che da qualche anno a questa parte , alcuni intraprendenti vivaisti abbiano trovato molto vantaggioso fare affari con i comuni garantendo il periodico ricambio delle alberature delle citta'? del resto si assiste a questo triste fenomeno anche in altre citta'italiane .
Verrebbe da pensare, "pensiero strisciante...", che ci sia un business derivato dalla potatura e dal ricambio degli alberi . Da una parte, l'interesse delle ditte ad intervenire il più spesso possibile e, dall'altro, quello di chi commercia con il legname prodotto dalle potature, rivenduto come  materiale combustibile. Da qui l'esigenza di effettuare potature più radicali possibile e di ‘'sostituire'' con nuove piante quelle gia' esistenti.  Una verifica/interrogazione di ciò che avviene a questo riguardo si rende urgente e necessaria.  Inoltre, da più fonti arriva notizia di qualche timido e speranzoso spiraglio apertosi nella discussione intorno alla questione dell'alta velocità. Niente di certo, solo voci, ma sembrerebbe che tecnici, politici e media si stiano finalmente ponendo la domanda dell'opportunità di voler perseguire a tutti i costi la realizzazione di un progetto faraonico, quando lo stesso risultato potrebbe essere raggiunto con una percorrenza su binari in superficie. Il progetto alternativo c'è e sembra stia facendo breccia un po' alla volta, con quale esito e' presto per dirlo, ma la speranza e' ultima a morire e il dibattito e' aperto. Lo stesso si può dire per la realizzazione delle linee due e tre della tranvia, i cui tracciati e la stessa realizzazione non sono ancora per nulla certi o definitivi. Perché allora ostinarsi nel portare a termine lavori propedeutici , come quelli del Mugnone e dell'area Foster? Non varrebbe la pena, nell'attesa di una eventuale revisione del progetto, fermarsi a riflettere sospendendo lavori che potrebbero rivelarsi inutili? In viale Corsica la ex scuola media Ottone Rosai, e' stata da poco smantellata e l'area e' stata velocemente ripulita. All'interno si vedono numerosi alberi (circa una trentina) di particolare bellezza: alcuni pini ad ombrello che formano un bellissimo viale e poi pini ed abeti enormi e in buona salute. Che fine faranno questi alberi? Saranno buttati giù in fretta e furia, come e' avvenuto per i tigli di viale Morgagni, per poi scoprire che tanto quella inutile stazione non verrà mai costruita?   Al progetto di tunnel e di stazione sotterranea si contrappone un progetto di potenziamento delle linee ferroviarie di superficie elaborato dall'Università di Firenze con il "Comitato contro il Sottoattraversamento AV" che non comporta alcun problema per il nostro quartiere e ha un costo ridottissimo. Nello stesso progetto si prevede l'uso delle linee ferroviarie come tranvia o metropolitana: questo accorgimento renderebbe superflue le linee 2 e 3 della tranvia. Perché non si adotta questo progetto che risparmierebbe tutti gli alberi della nostra zona?  Legata al progetto di tunnel è la costruzione di 145.000 m2 di residenze, alberghi e centri commerciali nelle aree ferroviarie, compresa la zona Belfiore. Un progetto che strangolerebbe ancor di più una città come la nostra, assediata dal traffico.  Sperando che gli amministratori della città rinsaviscano ci chiediamo perché non lasciano almeno per ora in pace i nostri alberi?
Anna Mannino
 
(foto Comitato ex Panificio Militare, E.R., archivio

venerdì 13 marzo 2009

Firenze, ancora "strage" di alberi.

postato da Comitato Ex Panificio Militare - Firenze [13/03/2009 16:34]


Riceviamo dal Comitato Ex Panificio Militare di Firenze e pubblichiamo volentieri.
Gruppo d'Intervento Giuridico

MOBILITAZIONE: a tutti i residenti interessati al destino della zona: OGGI POMERIGGIO VENERDI' 13 marzo a partire dalle ore 15:30 PRESIDIO in via Marignolli, all'ingresso dell'area dell'Ex Panificio Militare. Sappiamo che è orario di lavoro e il preavviso è poco, ma facciamo tutti uno sforzo! Contrastiamo l'assalto alla nostra zona!
NUOVI ABBATTIMENTI IN VIA GORDIGIANI: altri platani decennali che cadono!
12 marzo 2009 ore 9: stanno ripartendo i lavori all'ex panificio militare!
Camion della Baldassini Tognozzi entrano nell'area Guidobono, ricompaiono cartelli di Dichiarazione Inizio di Attività. UN ALTRO REGALO DI FINE LEGISLATURA !?!   Ieri gli alberi di via Bonsignori, oggi questo!
Residenti, muoviamoci! Non possiamo permettere ad una amministrazione uscente, nella migliore delle ipotesi incapace di opporsi agli interessi dei privati e colpevole di mancata tutela del teritorio, di compromettere ulteriormente la qualità della vita della nostra zona, contravvenendo a più riprese alle promesse fatte ai cittadini.


9 marzo 2009 - Abbattuti gli alberi in via Bonsignori.
Nell'ambito dei lavori di "messa in sicurezza" del Mugnone, collegati al progetto TAV di sottoattraversamento e realizzazione della
"stazione sotterranea Foster" agli Ex Macelli (zona Corsica) sono stati abbattuti gli alberi che costeggiavano il Mugnone sul lato via Bonsignori (riva destra del Mugnone tra via Circondaria e via Mariti). Si tratta di una trentina di alberi, tra cui circa una ventina di superbi platani di 40-50 anni di età.
Sconcertati e delusi i residenti, che pur avevano avuto rassicurazioni (vedi articolo su
"la Repubblica" del primo agosto scorso) sul destino degli alberi di via Gordigiani e Bonsignori ed erano stati illusi in proposito anche dai lavori di potatura dei suddetti alberi, avvenuti meno di due mesi fa. Mica si può pensare che si sprechino soldi pubblici per potare alberi che si vuole abbattere dopo poche settimane...
Gli abbattimenti sono iniziati senza preavviso in mattinata e verso le 15 già erano state abbattute una ventina di piante, quando un gruppo di residenti è riuscito ad interrompere i lavori per un paio d'ore. Sono state contattate telefonicamente le segreterie di Matulli e di Del Lungo, ma entrambi gli assessorati sembravano non essere al corrente dell'ordine di abbattimento, cosa che per un poco ha riacceso le speranze che si potessero almeno salvare gli alberi superstiti. Ma sul tardo pomeriggio il vicesindaco Matulli ha rassicurato telefonicamente gli ufficiali della Polizia Municipale presenti: -tutto regolare: l'abbattimento può procedere-. Con buona pace del poco verde residuo e delle promesse fatte ai cittadini.   E mentre si continua imperterriti a decimare l'esiguo patrimonio arboreo della città, anche quando non strettamente necessario per la realizzazione delle faraoniche opere che i nostri amministratori ci impongono, la Direzione Ambiente del Comune sponsorizza
seminari per rendere edotti i cittadini sul ruolo de "l'albero in città, la sua funzione di mitigazione dell'isola di calore e dell'inquinamento". Sarebbe comico, se solo ci fosse qualcuno che avesse ancora voglia di ridere.
Comitato Ex Panificio Militare - Firenze

(foto Comitato ex Panificio Militare)