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domenica 6 giugno 2010

Cipressi Incompatibili coi lavoratori

idra0903Riceviamo, per il tramite dell’associazione IDRA, il seguente comunicato stampa riguardante una lettera dei “Cittadini per gli Alberi” di Firenze  inviata all’assessore regionale al Territorio e alle Infrastrutture Riccardo Conti.
Una lettera che tocca i veri problemi del modello di sviluppo e sui quali, chi pretende di essere alternativo alla logica berlusoniana delle grandi opere, deve sciogliere. Infatti  questa ambiguità di fondo sul modello sociale, sulla continua rincorsa al produttivismo esasperato e nel rapporto con l’ambiente ttanno aclune delle cause del calo di voti della sinistra e del PD.
La Filcams Cgil del Trentino
Ecco la lettera
Egr. Assessore Riccardo Conti,
siamo un comitato di cittadini nato con l’intento di salvaguardare il poco verde urbano e, con esso, la salute e il benessere generale di tutti i cittadini di Firenze. Non ci è piaciuta affatto la Sua lamentela – apparsa su un quotidiano – che ‘una sinistra che difende e rappresenta i cipressi e non i lavoratori che perdono il lavoro è una sinistra senza identità’: sembra di intendere che, in generale, chiunque cercasse di difendere ‘i cipressi’ rinuncerebbe per questo a preoccuparsi dei lavoratori e dei posti di lavoro.
Anche noi siamo lavoratori oltre che cittadini, e nessuno più di noi che lavoriamo realmente giorno dopo giorno senza le garanzie e tutti gli optional offerti ai politici sa cosa significa vivere una vita dura, per alcuni di noi stabilmente precaria da tutta la vita, disoccupati, madri casalinghe, invalidi, ma anche artigiani che chiudono bottega, commercianti con pochi clienti. Insomma, tutta una nutrita rappresentanza a-politica di persone ‘normali’, di sinistra, destra, centro e altro, uniti da una semplice certezza: che il ‘verde’ pubblico non dovrebbe avere un ‘colore’ politico, essendo gli alberi una delle poche cose di cui si possa affermare che appartengono a tutti, non solo trasversalmente nello spazio, ma anche nel tempo, perché non c’è niente di più prezioso e ‘vivo’ che si possa regalare alle generazioni future in termini di bellezza e salute.
Ci dispiace che il Suo messaggio faccia trapelare invece quasi la volontà di far credere che chi si occupa di salvaguardia del verde urbano sia causa diretta o indiretta della perdita di tanti posti di lavoro, e che la vera causa non sia piuttosto da ricercarsi, come riteniamo noi, in politiche profondamente sbagliate basate sul profitto e sugli interessi privati, nell’assenza di una regolamentazione urbanistica lungimirante, nel fare progetti basati, come lei ci ricorda benissimo con il Suo riferimento ai milioni del sottoattraversamento TAV, sul fatto che apportano ingenti somme di denaro e non sulla reale bontà di un piano urbanistico.
Noi siamo più concreti e forse più ottimisti di lei: crediamo possibile coniugare il diritto al lavoro con il diritto alla salute, la modernità dei trasporti con un’urbanistica basata sul buon senso e portatrice di un reale servizio alla comunità, che si possa spendere meno ma produrre di più e meglio semplicemente cambiando le priorità. Se decidiamo di non distruggere una città poi mancherà il lavoro?? Noi pensiamo proprio il contrario! Casomai mancherà il lavoro inutile agli enti inutili, mancherà la burocrazia dei ‘veri’ fannulloni (non diciamo chi, solo loro lo sanno), cioè coloro che si vogliono arricchire presto e a danno di altri: questi sì che perderanno il lavoro, ma non ne saremo affatto dispiaciuti.
Del resto, per paradosso, se passasse l’idea che va bene qualunque progetto, anche devastante, purché apporti enormi quantità di denaro = posti di lavoro, non si vedrebbe la differenza con il concetto più grave e radicale dell’importanza delle guerre in senso economico. Sappiamo bene tutti che dopo un bombardamento c’è sempre una specie di New Deal che fa risorgere l’economia, ma dovremmo forse avallare la guerra perché crea tanti posti di lavoro al momento della ricostruzione?
Sia sereno, Assessore, e non si faccia illusioni. I cittadini sanno cos’è il lavoro ed è proprio perché, contrariamente a tanti politici che hanno la possibilità di ‘evadere’ in posti esotici, loro vivono e lavorano stabilmente nelle loro città, che vogliono mantenere i loro preziosi alberi, grazie ai quali, oltretutto, riescono perfino a notare meno le brutture che di anno in anno gli sono state costruite intorno senza alcuna armonia. Gli alberi difendono tutti i lavoratori, se lo ricordi, donando loro ossigeno e salute, e perfino quei politici che non si fanno scrupoli di abbatterli pur avendo valide alternative. Noi crediamo che chi difende ‘i cipressi’ difenda non solo un posto di lavoro, ma molto di più, il lavoratore stesso. Lei è naturalmente libero, come lo siamo noi, di dire la Sua opinione, ma fra un anno, quando ci chiederà il voto, si ricordi di quanto da Lei affermato e della nostra immediata risposta, non vorremmo sentirLa ergersi proprio in quel momento a paladino dei ‘cipressi’: ma La conosciamo per una persona coerente, e non succederà.Cittadini per gli Alberi
6 giugno 2009

giovedì 12 novembre 2009

Da 055 news del 20/11/2009

Cittadina     Firma :           Notizia letta       843 volte
Area Ex Macelli: incerta la sorte degli alberi della zona
20/11/2009 - 19:52
Dopo che per giorni notizie e segnalazioni contrastanti circa il futuro dell’Area Ex Macelli si erano rincorse confondendo la popolazione che vedeva i lavori (soprattutto abbattimenti) andare avanti nonostante le rassicurazioni del Sindaco che la ‘Foster non si farà’, l’ultima dichiarazione riportata da Repubblica del 19 Novembre in virgolettato, preoccupa moltissimo i cittadini: «Visto che non si fa la stazione Foster, agli ex Macelli qualcosa dovremo farci».
Il Comitato Cittadini per gli Alberi, coerentemente con il suo obiettivo di vigilare sul destino del patrimonio arboreo, già abbondantemente compromesso dalla passata amministrazione Domenici, ha raccolto il disagio e la preoccupazione di quei cittadini che vogliono sapere per quale motivo devono rinunciare ad un bene prezioso come un Parco pubblico, in una zona così carente dal punto di vista degli spazi verdi, e quale sia il progetto sostitutivo, se esiste, che ha reso ‘indispensabile’ il suo sacrificio.
Si ricorda che gli alberi presenti nell’area, pini, aceri, abeti bianchi, ma anche maestosi cedri del Libano, magnolie e perfino diversi alberi da frutto, erano ben 183. Ora i cittadini chiedono al Sindaco, tramite una raccolta firme, di pronunciarsi sui motivi di questa ennesima ferita al patrimonio verde pubblico.

domenica 27 settembre 2009

055NEWS CRONACA DI FIRENZE  
Ci
ttadina
Firma :
Fonte : http://cittadiniperglialberi@blogspot.com/
Notizia letta
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La Firenze che non vuole la Cittadella: giù le mani da Castello
27/09/2009 - 12:26
Dopo aver fatto critiche non proprio leggere alla stampa fiorentina (e nemmeno tanto velate) riportiamo per diritto di cronoca e informazione e pubblichiamo volentieri anche la denuncia della 'Firenze' che non vuole la Cittadella. Abbiamo solo tagliato la prima parte dove si facevano nomi di giornali e pezzi. Andare contro colleghi giornalisti non è nelle abitudini del nostro quotidiano online. Come già detto libertà di pensiero e parola...

Ecco quasi la parte integrale della denuncia:   


Le notizie ed i commenti di stampa circa le manovre della nota famiglia per imporre l’accettazione dei loro progetti di investimento ad alta redditività nell’area di Castello, avvalendosi dell’appoggio della cosiddetta tifoseria e di uno schieramento politico “orizzontale”, lasciano allibiti i cittadini più informati e responsabili: sono loro, siamo noi i barcaroli che, leggi e decreti alla mano, tentano di difendere l’ambiente urbano e naturalistico (quel che ne resta), dall’assalto degli speculatori, infatti quando si tratta di Firenze sono sempre grandi speculazioni e grandi affari. Ma noi “barcaroli” cosa vogliamo? Innanzitutto la LEGALITA’ perchè le Leggi in DEMOCRAZIA esigono applicazione e rispetto, e immediatamente dopo vogliamo difendere la nostra salute e la possibilità di VIVERE in un ambiente urbano: anche i tifosi della Fiorentina devono capire che respirare aria inquinata nuoce tanto a noi quanto a loro, e che ogni stelo che produce ossigeno, soprattutto in città o ai margini periferici, fa bene a tutti, anche a loro e ai loro figli. Ma non si tratta di “leggine”! Ecco di seguito l’elenco: *Convenzione Europea sul paesaggio, Firenze 20 ottobre 2000 *L. n.14 del 9/01/2006: Ratifica della Convenzione *D.Min. 25/03/2005 G.U. n 168 del 21/07/2005: Elenco delle ZONE di PROTEZIONE SPECIALE ai sensi della Direttiva CEE 79/409 *D.Min. 5/07/2007 G.U.n.170 del 24/07/2007: Classificazione delle ZONE a PROTEZIONE SPECIALE (ZPS), di IMPORTANZA COMUNITARIA (SIC), di SPECIALE CONSERVAZIONE (ZCS) In questa classificazione fra l’altro si legge: “SITO: STAGNI DELLA PIANA FIORENTINA” “Sistema di zone umide disperse in matrice altamente antropizzata di facile fruibilità dell’Area Metropolitana Firenze-Prato-Pistoia” Questo insieme giurisprudenziale si trova recepito dalle LEGGI REGIONALI di seguito elencate: L.R. n.6 del 6/04/2000 Perimetrazione dei Siti in attuazione della Direttiva CEE n.79/409 e n.92/43 L.R. 19/10/2004 pubblicata sul B.U. n.8 del 25/02/2004
Gli Stagni della Piana Fiorentina, compresi quelli di Castello, sono sempre compresi nelle zone ZPS,SIC, ZCS: in queste zone sono protetti: il sottosuolo, formato dalle argille impermeabili, il suolo, le acque, ogni specie vegetale, e ogni specie faunistica stanziale o migratoria. Come si evince da quanto sopra esposto, in forza delle Leggi Regionali citate, sarebbe più che mai opportuno se la Regione che le ha emanate ne richiamasse severamente l’osservanza da parte di tutti gli attori della commedia in cartellone, Sindaci, Consiglieri, Assessori, giornalisti, cittadini, imprenditori....
IL MONDO OCCIDENTALE, costretto a guardare in faccia i reali motivi della grande crisi economica, riconosce che il FUTURO DELL’ECONOMIA è nella protezione dell’ambiente; OBAMA firma la più grande operazione di salvaguardia di terre non antropizzate degli USA per dare un forte segnale in questo senso (Omnibus Public Lands Management Act of 2009 ).  FIRENZE,  ex capitale della cultura ed ex culla dell’industria tecnologica avanzata (Officine Galileo) cementifica nel plauso generale l’ultimo lembo di terra libera e incredibilmente preziosa per l ‘Italia e l’Europa, per farne la capitale dei gadgets a forma di pallone e il più grande negozio di scarpe del mondo.

sabato 26 settembre 2009

Nove da Firenze: CPA al Sindaco Matteo Renzi

martedì 6 ottobre 2009 - 20:14
[Nove da Firenze - Notizie da Firenze e dalla Toscana: News di Cronaca, Sport, Turismo, Cultura, Economia...]

URBANISTICA
Castello: lettera di Cittadini per gli Alberi al Sindaco Matteo Renzi
Mercoledì 26 agosto 2009, 19:29 | Cronaca | Commenta


Castello: lettera di Cittadini per gli Alberi al Sindaco Matteo Renzi In questi giorni in cui a Firenze si sta finalmente riscontrando la pericolosità del progetto del sottoattraversamento e stazione Foster in zona ex Macelli e si sta forse allontanando l’alternativa di spostare il progetto stazione AV in area Castello, il comitato Cittadini per gli Alberi, in una lettera indirizzata al Sindaco Matteo Renzi, chiede come mai, prima di discutere sulla possibilità di dislocare progetti e piani urbanistici in questa o l’altra area, non si tenga conto, innanzitutto, delle leggi vigenti. ‘Chiunque abbia avuto modo di leggere il testo della legge regionale del 3.11.1998 n.79’ si legge nella lettera ‘ non può non pensare che la sua applicazione da sola sarebbe stata sufficiente a tutelarci, ad esempio, da un progetto quale quello di Foster che non tiene conto neppure della realtà del sottosuolo dell’area ex Macelli, già nell’800 oggetto dell’opera di ‘bonifica, regimazione di superficie e canalizzazione sotterranea di acque provenienti dai torrenti del versante Nord realizzate e condotte da Giuseppe Poggi’ e continua ‘Ma se le leggi ci sono, e sono buone leggi, esse rimangono tuttavia quasi sempre sulla carta e la scelta di questo o quel progetto su questa o quell’area, sembrano davvero basarsi esclusivamente sui pareri personali di questo o quell’ assessore, architetto o imprenditore, prendendo spunto da considerazioni e posizioni tanto diverse quanto soggettive’. Prendiamo il caso di CASTELLO: l’area è super protetta dalle leggi europee ed italiane, e la mappa di Rete Natura 2000 parla chiaro, l’area oggetto di vincolo comprende tutta la zona su cui si vorrebbe costruire (o lo si è già fatto, vedi scuola Sottoufficiali). Si tratta di una zona cosiddetta SIC (zona di interesse strategico comunitario) e ZPS (zona di protezione speciale), al pari, per importanza, a Vallombrosa o l’ Orrido di Botri (Direttiva 21 maggio 1992 n. 92/43/CEE relativa alla conservazione degli Habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche (G. U. C. E. n. L 206 del 22 luglio 1992). Recepita in Italia con D. P. R. 8 settembre 1997 n. 357 “Regolamento recante attuazione della direttiva 92/43/CEE relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali, nonché della flora e della fauna selvatiche (Suppl. ord. Alla G. U. n. 248 del 23 ottobre 1997), D.P.R. 12 marzo 2003 n. 124 “Regolamento recante modifiche ed integrazioni al decreto del Presidente della Repubblica 8 settembre 1997 n. 357, concernente attuazione della direttiva 92/4:/CEE relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali, nonché della flora e della fauna selvatiche” (Gazz. Uff. n. 124 del 30 maggio 2003) per citarne solo alcune. L’area di Castello ed aree limitrofe (Stagni della Piana Fiorentina) è dunque un’importantissima ‘area umida’, composta di una rete di stagni e ambienti naturali che rappresentano una fondamentale area di sosta e di riproduzione per molte specie di uccelli lungo le rotte migratorie europee, ma a partire dal primo stagno presente nella mappa, proprio a ridosso della pista di Peretola (e qui viene spontanea una domanda: ma un aeroporto vicino ad una trafficata zona di rotte migratorie per l’avifauna non è pericoloso?). Le zone umide, sempre più rare a causa della capillare antropizzazione e oggetto di forti interessi speculativi, sono spesso gli ultimi baluardi per specie sia faunistiche che floristiche in via di estinzione, ma rappresentano anche un’importante forma di salvaguardia nei confronti delle alluvioni fungendo da importanti casse d’espansione, nonché un potente termo-regolatore per i territori circostanti. Ma nonostante l’evidenza, notiamo che perfino gli architetti e gli urbanisti chiamati recentemente ad esprimere e proporre la propria idea per Firenze non fanno mai alcun accenno alla legislazione che tutela l’area, come se Castello, dal punto di vista giuridico, fosse realmente sullo stesso piano di Campo di Marte o Rifredi. Possibile che si tratti solo di una distrazione generale?

Il comitato Cittadini per gli Alberi chiede che in generale e non solo nel caso di Castello e dell’area Ex Macelli, l’urbanistica riparta invece proprio dalla legalità, dalle buone progettazioni condotte con sani strumenti urbanistici che tengano conto innanzitutto delle leggi vigenti e del rispetto dei vincoli urbanistici, vincoli che, si sottolinea nella lettera, esistono per garantire proprio l’interesse collettivo e che se costantemente vanificati da considerazioni più o meno sensate ma personali, finiranno alla lunga per erodere il valore più grande che il rispetto delle leggi dovrebbe garantire alla cittadinanza, la fiducia nella giustizia e nella democrazia che nasce dalla verifica costante di vivere in uno Stato di diritto.

venerdì 24 luglio 2009

Da 'Altra Città' quotidiano on line 24 luglio 2009

Riqualificare l’Area ex Macelli, ecco l’imperativo dei genitori della scuola Rodari

Postato venerdì 24 luglio 2009 e inserito in Alta Velocità, Apertura, Buone pratiche, Diritti, Partecipazione, Urbanistica, Verde. Puoi seguire i commenti a questo articolo attraverso i feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, o fare un trackback dal tuo sito.

Un progetto per lo sviluppo e la riqualificazione dell’Area ex Macelli, area per ora destinata dalle amministrazioni locali al “macello” della pericolosa e dispendiosa stazione per l’Alta Velocità ferroviaria. Lo ha preparato il Coordinamento Spontaneo Genitori della “G.Rodari” dopo l’avvio della cosiddetta “pausa di riflessione” promossa dall’Osservatorio Ambientale, dal Sindaco Renzi, dalle forze politiche fiorentine e, soprattutto, dai cittadini direttamente e attraverso loro movimenti e comitati.
L'area degli ex-macelli

L'area degli ex-macelli

Anche alla luce degli impegni assunti dal Comune di Firenze in materia di ambiente e qualità  della vita (cfr. Bilancio Ambientale Comune di Firenze – redatto dalla Giunta Domenici- nell’anno 2005, punto 1) proprio con l’obbiettivo di “sviluppare il sistema dei parchi e spazi verdi come nuovi ed importanti elementi di equilibrio nella struttura e nel paesaggio urbano” il Coordinamento sta lavorando a un progetto di riqualificazione, sviluppo e rilancio dell’area ex macelli e del “Parco” esistente, aperto al quartiere ed alla città, auspicando così, anche con questa proposta, un generale ripensamento dell’intervento Av in città con conseguente spostamento della stazione AV “Foster” in altra sede e l’abbandono del sotto-attraversamento.

L’utilizzo del termine “Parco” non è casuale. Il Comitato Cittadini per gli Alberi ha scoperto questa definizione da un documento del 1870. Inoltre nel sottosuolo dell’area esistono importanti opere idrauliche, funzionali al sistema idraulico dell’area che si estende da Montughi e dalla Valle di Cercina fino al torrente Terzolle; oltre ad opere di incanalamento e deviazione sotterranee, realizzate dal Poggi in fase di bonifica.

Il progetto del Coordinamento Spontaneo Genitori per l’area ex Macelli prevede la riqualificazione degli edifici storici esistenti (es. la sede attuale dell’ASL Servizio Veterinario), la ristrutturazione dei fabbricati esistenti (in passato utilizzati dai servizi Macelli) e degli altri edifici che non saranno abbattuti dalle opere propedeutiche Av, nonché una sistemazione del verde pubblico esistente.

L’area si presterebbe alla realizzazione di un Parco Tematico, un “Parco dei Macelli” come “contenitore” e incubatore di iniziative, polmone verde e non area cementificata. Un luogo di aggregazione, socializzazione, incontro per il quartiere: potrebbe essere spostata qui la sede del Quartiere 5, potrebbe trovare posto una ludoteca ed anche un asilo nido; un’area attrezzata, all’aperto, per la musica e l’intrattenimento (nel periodo estivo) recuperando così la zona dal degrado e dall’incuria nel quale si trova da anni.

Il Coordinamento ipotizza anche altri scenari per l’immediato futuro. Considerata la vicinanza con il Centro storico è ipotizzabile un sistema di collegamento a basso impatto (da realizzarsi lungo la ferrovia adiacente al Parco) per il collegamento con la Stazione di S.M.Novella e con il Polo Fieristico della Fortezza da Basso.

Quindi “Parco dei Macelli” come elemento perfettamente ed armonicamente integrato nel “sistema” turistico, culturale ed economico cittadino, considerando anche le possibili sinergie, in tema di location eventi moda,  con le manifestazioni fieristiche della Fortezza  e della Stazione Leopolda. Un elemento per valorizzare la vocazione turistica di Firenze, e quindi volano di sviluppo economico per il quartiere,  nonché elemento di recupero e valorizzazione urbanistico-ambientale per l’intera città.

sabato 6 giugno 2009

Lettera CPA a Riccardo Conti

[Nove da Firenze - Notizie da Firenze e dalla Toscana: News di Cronaca, Sport, Turismo, Cultura, Economia...]


CRONACA
Alberi in Aree Urbane: 'qualche cipresso' dell'Assessore Riccardo Conti
Sabato 6 giugno 2009, 20:46 | Cronaca | Commenta


Firenze, 6 giugno 2009- "Egr. Assessore Riccardo Conti -è la risposta di Cittadini per gli Alberi, sostenitori del Manifesto per la Salvezza degli Alberi in Aree Urbane, al riferimento pubblico dell'Assessore Riccardo Conti a 'qualche cipresso'- siamo un comitato nato con l’intento di salvaguardare il poco verde urbano e con esso, la salute e il benessere generale di tutti i cittadini di Firenze. Non ci è piaciuto affatto la Sua lamentela apparsa su diversi quotidiani che chi cercherebbe di salvare qualche ‘cipresso’ rinuncerebbe per questo a preoccuparsi dei posti di lavoro. Siamo anche lavoratori oltre che cittadini, e nessuno più di noi che lavoriamo realmente giorno dopo giorno senza le garanzie e tutti gli optional offerti ai politici, sa cosa significa vivere una vita dura, per alcuni di noi stabilmente precaria da tutta la vita, disoccupati, madri casalinghe, invalidi, ma anche artigiani che chiudono bottega, commercianti con pochi clienti, insomma, tutta una nutrita rappresentanza a-politica di persone ‘normali’, di destra, sinistra, centro e altro, uniti da una semplice certezza: che il ‘verde’ pubblico non dovrebbe avere un ‘colore’ politico, essendo gli alberi una delle poche cose di cui si possa affermare che appartengono a tutti, non solo trasversalmente nello spazio, ma anche nel tempo, perché non c’è niente di più prezioso e ‘vivo’ che si possa regalare alle generazioni future in termini di bellezza e salute. Ci dispiace che il Suo messaggio faccia trapelare invece quasi la volontà di far credere che chi si occupa di salvaguardia del verde urbano, perdendo tempo dietro a ‘qualche’ cipresso, sia causa diretta o indiretta della perdita di tanti posti di lavoro, e che la vera causa non sia piuttosto da ricercarsi, come riteniamo noi, in politiche profondamente sbagliate basate sul profitto e sugli interessi privati, nell’assenza di una regolamentazione urbanistica lungimirante, nel fare progetti basati, come lei ci ricorda benissimo con il Suo riferimento ai milioni del sottoattraversamento TAV, sul fatto che apportano ingenti somme di denaro e non sulla reale bontà di un piano urbanistico. Noi siamo più concreti e forse più ottimisti di lei: crediamo possibile coniugare il diritto al lavoro con il diritto alla salute, la modernità dei trasporti con un’urbanistica basata sul buon senso e portatrice di un reale servizio alla comunità, che si possa spendere meno ma produrre di più e meglio semplicemente cambiando le priorità. Se decidiamo di non distruggere una città poi mancherà il lavoro?? Noi pensiamo proprio il contrario! Casomai mancherà il lavoro inutile agli enti inutili, mancherà la burocrazia dei ‘veri’ fannulloni (non diciamo chi, solo loro lo sanno), cioè coloro che si vogliono arricchire presto e a danno di altri: questi sì che perderanno il lavoro, ma non ne saremo affatto dispiaciuti. Del resto, per paradosso, se passasse l’idea che va bene qualunque progetto, anche devastante, purché apporti enormi quantità di denaro = posti di lavoro, non si vedrebbe la differenza con il concetto più grave e radicale dell’importanza delle guerre in senso economico. Sappiamo bene tutti che dopo un bombardamento c’è sempre una specie di New Deal che fa risorgere l’economia, ma dovremmo forse avallare la guerra perché crea tanti posti di lavoro al momento della ricostruzione? Sia sereno, Assessore, e non si faccia illusioni. I cittadini sanno cos’è il lavoro ed è proprio perché contrariamente a tanti politici che hanno la possibilità di ‘evadere’ in posti esotici, loro vivono e lavorano stabilmente nelle loro città, che vogliono mantenere i loro preziosi alberi, grazie ai quali, oltretutto, riescono perfino a notare meno le brutture che di anno in anno gli sono state costruite intorno senza alcuna armonia. Gli alberi difendono tutti i lavoratori, se lo ricordi, donando loro ossigeno e salute, e perfino quei politici che non si fanno scrupoli di abbatterli pur avendo valide alternative. Noi crediamo che chi difende un cipresso, difende non solo un posto di lavoro, ma molto di più, il lavoratore stesso. Lei è naturalmente libero, come lo siamo noi, di dire la Sua opinione, ma fra un anno, quando ci chiederà il voto, si ricordi di quanto da Lei affermato e della nostra immediata risposta, non vorremmo sentirLa ergersi proprio in quel momento a paladino dei ‘cipressi’: ma La conosciamo per una persona coerente, e non succederà".