sabato 26 febbraio 2011

LETTERA APERTA A MARIO RAZZANELLI


In questi giorni in tutta Firenze hanno circolato migliaia di volantini contro tunnel TAV, Foster e in un piccolo riquadro a margine, tramvia.  Il Comitato Cittadini per gli Alberi prende atto dell’opposizione, sempre benvenuta, contro un modo di disegnare la città e i parchi cittadini che non ci vede concordi,  nonostante dal nostro punto di vista ogni possibile distruzione sia stata già fatta: gli ex Macelli, pregevole opera dell'Architetto Felice Francolini non esistono più, come pure il bellissimo Parco secolare che faceva parte del complesso. C'è già un’ enorme buca che ha modificato la falda, con tutte le conseguenze che ne verranno. Come pure i danni al vicino Mugnone. I danni della Linea1 della tramvia, con lo scempio del Parco Monumentale delle Cascine, la chiusura di tante attività, i costi esorbitanti che non saranno mai ripianati. Ma Mario Razzanelli è stato anche il promotore di un referendum vinto da comuni cittadini per salvare Firenze e il Quartiere 5. Anzi tutto è partito di lì, la grande protesta popolare ha avuto luogo proprio in quel del Viale Morgagni, in un tristissimo mattino in cui centinaia di residenti si sono riversati per strada  per fermare le motoseghe che all’improvviso hanno dato inizio alla mattanza degli alberi storici del Viale Morgagni. Il Referendum, e l’impegno del suo promotore.meritava perciò di essere sostenuto e infatti migliaia di fiorentini hanno reso possibile una vittoria del tutto inaspettata. Ora pero’.anche colui che è stato  l’ex papà del referendum anti tramvia,  tace o addirittura caldeggia la prosecuzione delle linee tramviarie con lo stesso modello di treno fuori scala che è stato causa di tanta distruzione, non è contrario a portare avanti la vergognosa eliminazione dalla Storia d’Italia del primo Viale della Rimembranza d’Italia, ormai ridotto a metà degli alberi originari, propone di proseguire la linea Morgagni fino a Via Mariti, distruggendo dunque anche tutti i maestosi pini che  soli conferiscono un minimo di decoro ad un sempre più squallido panorama, quello del famoso quartiere “dormitorio” invocato da Matulli e che davvero potrebbe diventare il Quartiere di Rifredi, un tempo ricordato per le sua Ville Medicee e le amene passeggiate, ma anche, più recentemente, per un fiore all’occhiello dell’industria italiana, la Galileo, dimostrando che lavoro e bellezze paesaggistiche si possono sposare felicemente .
Ora la popolazione si sente abbandonata. Si sentono abbandonati i migliaia di fiorentini che hanno firmato per strada per salvare il proprio quartiere. Certamente non é in nessun modo addebitabile a Mario Razzanelli la responsabilità storica che rimarrà sulle spalle di chi, in questi anni, avrà reso Firenze solo la sbiadita copia di quella che era in nome di un progresso che è solo regresso culturale. Certamente Mario Razzanelli non ha avuto il sostegno di tanti suoi colleghi che pure erano lì e che a questo punto è chiaro, solo in apparenza sostenevano la lunga battaglia in difesa degli alberi del Viale Morgagni,  ma altrettanto certamente Mario Razzanelli ha rappresentato e rappresenta colui dal quale gli abitanti di Rifredi si aspettavano un segno deciso di sostegno e sono stati invece lasciati indietro. Eppure sono loro, e sono tantissimi, quelli che hanno votato il referendum convinti che il loro voto sarebbe rimasto nella storia come la testimonianza di una Firenze che C’era davvero e che volevo arrestare una follia senza precedenti in un decennio di storia urbanistica tutta da dimenticare.

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