domenica 27 febbraio 2011

CENTRO ROTTAMAZIONE DAVANTI A VILLA TRECENTESCA; QUALCOSA NON "QUADRA"

LO SCANDALO NELLO SCANDALO
Oggi in consiglio comunale si svolgerà la votazione per dare inizio all’attività dell’impianto del centro unico di rottamazione del ferrale.
L’operato dell’iter con cui si è attivata la procedura dell’apertura di questo cantiere e della costruzione di questo ecomostro in  un territorio  delicatissimo anche sotto un profilo idrogeologico di  vocazione prevalentemente agricola  in piena attività è da tempo oggetto dell’interesse della Procura della Repubblica.
Nonostante si sia appurato che la progettazione Quadra, ha incluso particelle che non erano di loro proprietà che dovevano rappresentare la fascia di rispetto tra il mostro e una villa del trecento da una parte e case coloniche d’epoca dall’altra,  ( ma le belle arti di Firenze dov’erano? ) è stata fatta un’incredibile ( SIC! ) oscena variante al piano regolatore “ pilotata “ dall’allora capogruppo della maggioranza Alberto Formigli, socio di quadra,  variante oltretutto non congrua ( doveva semmai e dico semmai per paradosso diventare terreno industriale )che ha permesso , l’edificazione di ben 30.000 –trentamila  -mq.. di cementificazione, in una zona che era gia stata struprata  a sufficienza.
Di questo e d’altro di sta occupando la magistrature, ma purtroppo i tempi sono quelli che sono e in virtù di questo gli onnipotenti  hanno portato velocemente avanti il progetto e la costruzione, intendendo adesso dare inizio a questa attività senza le opere  del puc : alberazione, mitigazione, e adeguamento della viabilità per i grandi mezzi di trasporto, opere previste  e che ad oggi non sono state eseguite.
A compimento di questa bella operazione  oggi in consiglio comunale si voterà , quasi sicuramente a favore della prematura apertura del centro,  ad opera ovviamente della maggioranza  connivente da sempre con tutto questo,  nonostante la mancanza di opere essenziali, e già comprese nel puc. e disattese.
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sabato 26 febbraio 2011

LETTERA APERTA A MARIO RAZZANELLI


In questi giorni in tutta Firenze hanno circolato migliaia di volantini contro tunnel TAV, Foster e in un piccolo riquadro a margine, tramvia.  Il Comitato Cittadini per gli Alberi prende atto dell’opposizione, sempre benvenuta, contro un modo di disegnare la città e i parchi cittadini che non ci vede concordi,  nonostante dal nostro punto di vista ogni possibile distruzione sia stata già fatta: gli ex Macelli, pregevole opera dell'Architetto Felice Francolini non esistono più, come pure il bellissimo Parco secolare che faceva parte del complesso. C'è già un’ enorme buca che ha modificato la falda, con tutte le conseguenze che ne verranno. Come pure i danni al vicino Mugnone. I danni della Linea1 della tramvia, con lo scempio del Parco Monumentale delle Cascine, la chiusura di tante attività, i costi esorbitanti che non saranno mai ripianati. Ma Mario Razzanelli è stato anche il promotore di un referendum vinto da comuni cittadini per salvare Firenze e il Quartiere 5. Anzi tutto è partito di lì, la grande protesta popolare ha avuto luogo proprio in quel del Viale Morgagni, in un tristissimo mattino in cui centinaia di residenti si sono riversati per strada  per fermare le motoseghe che all’improvviso hanno dato inizio alla mattanza degli alberi storici del Viale Morgagni. Il Referendum, e l’impegno del suo promotore.meritava perciò di essere sostenuto e infatti migliaia di fiorentini hanno reso possibile una vittoria del tutto inaspettata. Ora pero’.anche colui che è stato  l’ex papà del referendum anti tramvia,  tace o addirittura caldeggia la prosecuzione delle linee tramviarie con lo stesso modello di treno fuori scala che è stato causa di tanta distruzione, non è contrario a portare avanti la vergognosa eliminazione dalla Storia d’Italia del primo Viale della Rimembranza d’Italia, ormai ridotto a metà degli alberi originari, propone di proseguire la linea Morgagni fino a Via Mariti, distruggendo dunque anche tutti i maestosi pini che  soli conferiscono un minimo di decoro ad un sempre più squallido panorama, quello del famoso quartiere “dormitorio” invocato da Matulli e che davvero potrebbe diventare il Quartiere di Rifredi, un tempo ricordato per le sua Ville Medicee e le amene passeggiate, ma anche, più recentemente, per un fiore all’occhiello dell’industria italiana, la Galileo, dimostrando che lavoro e bellezze paesaggistiche si possono sposare felicemente .
Ora la popolazione si sente abbandonata. Si sentono abbandonati i migliaia di fiorentini che hanno firmato per strada per salvare il proprio quartiere. Certamente non é in nessun modo addebitabile a Mario Razzanelli la responsabilità storica che rimarrà sulle spalle di chi, in questi anni, avrà reso Firenze solo la sbiadita copia di quella che era in nome di un progresso che è solo regresso culturale. Certamente Mario Razzanelli non ha avuto il sostegno di tanti suoi colleghi che pure erano lì e che a questo punto è chiaro, solo in apparenza sostenevano la lunga battaglia in difesa degli alberi del Viale Morgagni,  ma altrettanto certamente Mario Razzanelli ha rappresentato e rappresenta colui dal quale gli abitanti di Rifredi si aspettavano un segno deciso di sostegno e sono stati invece lasciati indietro. Eppure sono loro, e sono tantissimi, quelli che hanno votato il referendum convinti che il loro voto sarebbe rimasto nella storia come la testimonianza di una Firenze che C’era davvero e che volevo arrestare una follia senza precedenti in un decennio di storia urbanistica tutta da dimenticare.

mercoledì 16 febbraio 2011

A VOLTE RITORNANO (I PROGETTI SBAGLIATI); A FIRENZE SEMPRE!



Eppure è cambiata amministrazione (dicono) eppure è cambiato il Sindaco, eppure sono cambiati i cittadini (molti si sono trasferiti in altri comuni, altri stanno cercando inutilmente di vendere casa), ma rieccoci, insieme all’inutile tunnel tav, anche con la tramvia, con quella tramvia (anzi ora son 5!) che invece che donarci il trasporto pubblico di cui tutti abbiamo un estremo bisogno, ci imbottiglierà in cantieri infiniti prima e ancora più dopo, tagliando la città in sezioni impenetrabili tra loro, una concezione tramviaria che sa di vecchio regime sovietico. Nonostante la vittoria del referendum dei cittadini che l’hanno bocciata contro ogni aspettative e previsioni. Nonostante nel frattempo la stessa Commissione Europea abbia definito le nuove linee guida che ormai da anni non vedono più i sistemi tramviari, specie quello obsoleti e invasivi come questo scelto per Firenze, come la soluzione ideale, ma al contrario favorisce e caldeggia un sistema integrato che favorisce la co-modalità dei diversi mezzi di trasporto collettivo ed individuale (Libro Verde Commissione delle Comunità Europee, 2007) sistema che QUESTA tramvia che invade tutta la carreggiata, bloccando tutte le strade, impedisce totalmente. Certamente si ribadisce il concetto che muoversi su un mezzo pubblico non deve essere una costrizione ma una scelta spontanea facilitata dal fatto che dovrebbe costare di meno, essere più efficiente, rendere la città più vivibile e meno inquinata. Peccato anche che proprio all’indomani delle misure per l’abbattimento delle polveri sottili, PM10 e minori , ancora più micidiali, l’amministrazione fiorentina si stia preparando a rispolverare le vecchie motoseghe (mai peraltro dismesse) per tagliare gli unici filtri potenti proprio contro l’inquinamento da polveri, gli alberi di 50,-60 anni, quelli storici come il Viale Morgagni, quelli che avrebbero potuto dare ossigeno per un altro secolo nel Parco Storico degli Ex Macelli, ora distrutto causa TAV, peccato che la “ecologica” Firenze abbia sacrificato un sito di importanza comunitaria che era un'oasi naturalistica (AREA SIC Stagni Piani Fiorentina) per far posto ad un orribile sequela di edifici (Scuola Sottufficiali) talmente brutti che hanno reso il già forte impatto negativo con la vista di Novoli quasi una benefica medicina . Che subito ti rimane in gola non appena passi davanti al Palazzo di Giustizia.
 Benvenuti a FI-RENZI o voi visitatori, ma vi avvertiamo: perdete ogni speranza o voi che entrate perché forse non potrete uscire dall’ingorgo e dal caos totale che queste scelte scellerate provocheranno in una città che sta morendo nell’indifferenza generale. Cittadini per gli Alberi